Diceva questo con molta melanconia, ma senza ombra di amarezza, come se fosse una cosa stabilita così, dal cielo o dall’inferno.

— Lo sai tu, Sofia, qual è lo stato che accontenterebbe tua sorella? Io glie l’ho domandato tante volte, e non mi ha mai risposto. E pure, se essa mi amasse solamente un poco, si potrebbe essere tanto felici insieme! Facendo scuola tutto il giorno mi busco da vivere; e quando vedessi la necessità di fare la scuola serale, sarei tanto contento di affaticare il doppio per lei. E poi, non ha la sua musica? potrebbe dare delle lezioni anche essa. A me sembrerebbe una cosa tanto facile essere felici in due. Non pare a te pure, Sofia?

La domanda era di quelle che non aspettano risposta. Fecero un tratto di strada in silenzio, poi Tonio ripigliò:

— Bisognerà pure che mi risolva a non pensarci più; a dirle che cerchi la sua felicità per un’altra strada. Non troverà Tonio a darle noia, te lo assicuro io. Al mondo ci sono tante belle ragazze... e un uomo vale quanto un altro.

Sofia acconsentì a ridere un momentino; poi disse seria:

— Basta saperla aspettare, la felicità arriva sempre; nessuno ne è più degno di te, povero Tonio!

— No, non mi compiangere; non voglio essere il povero Tonio; io sarò infelice, ma forte. Vedrai; tu non mi conosci ancora, anche Giuditta non sa come sia fatto il cuore, che le ha chiesto l’elemosina. Verrà giorno in cui saprò venirle incontro, e fissare gli occhi nella sua bellezza senza tremare. Vedrai.

Tacque per dar tempo a quella visione di formarsi tutta nel suo cervello. Tante volte vi si era provato inutilmente; ma ora che l’aveva presentata a sè stesso a voce alta, gli sembrava una cosa facile. Si vide tanto indifferente quanto era stato appassionato, sicuro di sè quanto era stato debole nell’umiliarsi; ascoltava il suono melanconico delle parole che avrebbe proferito; erano poche parole gravi e virili da meravigliare molto la bella creatura. Senza verun proposito di vendicarsi, egli forse sarebbe vendicato.

— Vedrai!... ripetè a questo punto.

La visione continuava. Ora nel cervello di Tonio si presentava Giuditta innamorata e melanconica; diceva: “Tonio, possibile che tu non mi voglia più bene?„ e Tonio rispondeva: “il mio cuore se n’è andato; che cosa vuoi farne di un uomo che non ha il cuore? Tu sei giovine e bella; innamorati di un altro e sarai felice.„