— Non so bene; lo direi, mi pare, al caso indifferente...

— Dicessi almeno: “alla provvidenza,„ interruppe Sofia.

— Per te tutto è provvidenza. Quando un padre di famiglia si ammala, la malattia è stata provveduta perchè i figliuoli patissero l’appetito. E se il padre muore, è la provvidenza o la società che lo fa almeno seppellire?

— La società obbedisce alla provvidenza, disse Sofia.

— E per obbedirle, fa strillare gli orfani, non è così?...

— I disegni dell’invisibile sono impenetrabili, assicurò con voce grave il vecchio pittore.

Ma Giuditta non dava retta; la boccuccia bella voleva dire ancora poche parole, e le disse:

— Già, col mistero voi altri accomodate ogni cosa; tutte le cose stupide o brutali le ha fatte il caso cieco e sordo, non è vero? e se ogni tanto ne imbrocca una di vostro genio, allora vi pare che veda ed ascolti, e diventa la provvidenza.

Babbo Salvi cercò una frase nuova capace di sfasciare tutto quel cattivo ragionamento, e non la trovando ne ripetè una di cui si era servito inutilmente tante volte.

— I disegni dell’invisibile sono impenetrabili.