Presa così di fronte, la povera ragazza fu astuta per istinto, e dopo essere stata a guardare la tela in silenzio, disse parlando a sè stessa:
— Sì, mi pare; questo braccio del ragazzo si staccherebbe con un po’ di scuro nell’ombra; il grano con due tocchi di giallo e di biacca sembrerebbe proprio d’oro. Ma tutto questo è inutile, ora che il contratto è fatto, aggiunse con fermezza.
— Perchè inutile? Se io posso migliorare l’opera mia, se per far questo mi tocca lavorare ancora, in che vedi il male?
— Tu non sai se il compratore sarà contento; ci è della gente così stramba che l’arte non l’ammira se non nei difetti. E tu lo sai! Se migliorando quello che è per te un difetto, avessi a cancellare quello che pare un pregio al compratore francese...
— Hai ragione, disse il vecchio artista ridendo.
Ci pensò ancora in silenzio ed aggiunse:
— E poi ho promesso di consegnarla stasera al Manin; la porterò io stesso. Aiutatemi a levarmi dagli occhi la tentazione.
Ah! finalmente si respirava!
In un momento le due ragazze ebbero nascosto la tela in una gran fascia di carta e difeso la fascia con un giro di cordicella; dopo di che Giuditta disse:
— Quanto?