— Non capisci proprio nulla; disse la bella ragazza con accento dispettoso; ebbene sì, ho detto mantenere, è questa la parola che ti offende? Ma sta tranquilla; io voglio farmi mantenere da un uomo ricco, che non possa scapparmi mai più; io voglio farmi mantenere da mio marito. Rassicurati, sono molto astuta, sarò molto virtuosa.
Sofia crollò il capo.
— Io credeva che la bellezza ti fosse stata data per farti amare...
— Sicuro! Appunto per questo...
— Sì, ma non per questo soltanto; anche per amare.
Giuditta crollò le spalle; Sofia continuò:
— A che ti servirà l’essere amata, se non contenta il tuo cuore?
— Il mio cuore si contenta di poco, e se voglio si contenterà di niente; tu piuttosto bada a quello che fai; se ti credi in dovere di amare ognuno che ti dice le belle paroline...
— A me nessuno dice le paroline, perchè io non sono bella...
— Ma sì, che sei belloccia tu pure; affermò Giuditta con indulgenza; solamente bisognerebbe che tu non chinassi gli occhi a terra più del necessario, e non avessi sempre quell’aria di dire ai giovinotti: non mi state a guardare, tanto non ne vale la pena.