— Disturbo? domandò babbo Salvi con disinvoltura, presentando il cappello nuovo come uno scudo.
— Niente affatto! rispose allegramente Tito, andandogli incontro colla tavolozza, coll’appoggiamani e col pennello ancora in pugno. Qual buon vento? Sai chi è, babbo?
— È Primo Salvi.
— Proprio io, rispose Salvi, stringendo la mano di Tito, che per offrire una stretta aveva afferrato un pennello coi denti; proprio io; mi scusi, se ho tardato a venire da lei; il mio dovere era di venire subito.
Mattia, porgendo tutte e due le mani al collega disgraziato, disse:
— Sì, l’ho aspettato, ma non mi stia a parlare di dovere; l’ho aspettato per ringraziarlo, per dirle che con questo po’ di capelli bianchi mi sono innamorato. È stata quella sua figlia impertinente a farmi la burletta. Ho indovinato subito che era lei perchè lo aspettavo, ed anche perchè da un pezzo non viene più nessuno a trovare l’artista cieco; nessuno di quelli che ci venivano sempre, invece altri, che non erano venuti mai, mi fanno visita qualche volta, perchè la sventura ha almeno questo di buono, che concede da una parte quello che toglie dall’altra.
Gli anni e la cecità avevano reso Mattia verboso più del necessario; perchè, non potendo interrogare nella faccia degli interlocutori l’effetto delle proprie parole, non si sapeva contentare di dire le idee a mezzo.
Primo Salvi, senza pensarci molto, rispose:
— È vero, io non sono venuto mai, perchè ci venivano tanti.
Ma appena ebbe pronunziato queste parole, si maravigliò di scorgervi un significato tutto diverso da quello che egli aveva sempre immaginato; e non seppe dire a sè stesso se ora veniva a visitare l’artista cieco per generosità, oppure perchè tutte le piccole invidie, tutte le piccole collere, che gli erano sembrato fierezze grandi, fossero placate da una sventura. Era un quesito da risolvere a casa, più tardi, se ne avesse voglia; ma intanto poteva star sicuro che nell’intenzione di Mattia Bondi le parole avevano un significato ingenuo e che se vi entrava un tantino d’amarezza non era sicuramente per lui.