— Forse è stata un po’ di fierezza, confessò umilmente babbo Salvi; ho sempre temuto di essere confuso cogli adulatori. Io sarei stato schietto... avrei detto il mio pensiero...
— Mattia ascoltava con molta docilità, preparato a sentirsi dire una piccola impertinenza....
— Non sempre sarei stato d’accordo cogli altri, perchè ciascuno ha le proprie... debolezze... ma quando le avessi detto che in sostanza... nessuno ammirava le sue tele quanto me... lei forse mi avrebbe messo nel mazzo con tutti gli altri.
Lusingato dal giro che aveva preso la frase in bocca di babbo Salvi, il cieco lasciava vagare sulle labbra un sorriso, che illuminava la sua testa gloriosa. E rispose lentamente:
— La lode in bocca d’un adulatore mi ha sempre dato il suono di una moneta falsa; mi è sempre piaciuta la sincerità, mi piace questa sua schiettezza.
Dicendo così, s’immaginava di essere propriamente nel vero, perchè infatti quella schiettezza di Primo Salvi lo accontentava. Se ne accontentò anche Primo Salvi, pensando che quando si dice schiettezza non s’intende già impertinenza brutale, e che quanto all’ammirazione...
Non ebbe tempo di compiere il proprio pensiero, perchè il cieco proseguiva:
— Ma non sa quante volte io mi sono occupato di lei, fin da quando espose a Brera, si ricorda? l’abbozzo d’una Madonna della peste... se ne ricorda?
— Altro! altro!
— Ha poi finito quella Madonna?