— Non dica così....

— Scusa, babbo, disse Tito dal cavalletto, volta un tantino la testa... a sinistra... così. — Scusi anche lei, signor Salvi, se continuo a lavorare; il tempo se ne va, e questa testa dev’essere finita per san Silvestro.

— Faccia il comodo suo... Il ritratto del babbo, non è vero?

— Sì, è una testa difficile...

Primo Salvi osservò attentamente il cieco, e dopo un poco convenne anche lui che la testa di Mattia era difficile.

— Che ci posso fare io? disse il cieco.

— Sì, ha una testa difficile, affermò babbo Salvi; e messo in vena di corbellare sè stesso, soggiunse: mi pare che io la cancellerei tante volte.

Fu una risata discreta.

— Mi vuol lasciar vedere quello che ha fatto? chiese il Salvi, e avuta la licenza si andò a mettere di fronte al cavalletto, stette un poco a guardare il ritratto e l’originale, e disse: “bravo!„

Ripigliando il posto di prima soggiunse: