A tavola Mattia fu sereno come il solito, anzi un po’ più ciarliero; ma non dava le spiegazioni promesse. Tito, commediante malsicuro di sè, era impaziente di recitare la propria parte, e d’altro canto temeva di guastare il buon umore di suo padre.
Ma prendendo il proprio coraggio a due mani, disse con disinvoltura:
— Oh! vuoi che te li legga ora, i biglietti?
Mattia non rispose.
— Però... sta tranquillo: ci ho messo un po’ di ordine.
Il cieco si oscurò in volto, ma finì col sorridere nella gran barba bianca, e disse allegramente:
— Sì, mi farai piacere proprio... Sono molti, non è vero?
— Ce n’è una valanga. Vuoi che cominci?
— Sì, comincia pure...
E Tito lesse una litania di nomi e di titoli, che per un po’ fece star allegro suo padre. Poi Mattia piegò il capo sul petto, e disse: