Mattia aveva inteso benissimo che la pittura sana non era entrata per nulla nel rossore di suo figlio, e quando volle sapere di che male soffrisse l’arte di lui, trovò la bellissima forma di una ragazza di diciott’anni.

Si chiamava Cesira, era sbarcata appena in terra d’artisti, ed aveva già dato la tortura a molti facendo la modella a due lire l’ora. Dicevano che posava unicamente per la testa, che per mostrare nudi un braccio, un omero e poco più, si era fatta pregare molto; e che per guardare quella poca grazia il pittore aveva conchiuso un vero trattato.

Aveva dovuto essere prima di tutto maturo molto, convenirne più del necessario, e promettere che nell’ora di posa non sarebbe penetrata anima viva nello studio. Infine l’artista aveva giurato sulla propria calvizie di non dir nulla agli altri meno calvi di lui, ma non credendo egli alla propria calvizie, tutta la Famiglia artistica fu informata della cosa.

Si era saputo più tardi che la pudica Cesira aveva avuto un innamorato, e non già platonico, e la famiglia artistica si era formata il criterio che la ragazza volesse arrivare per la via dell’arte al matrimonio.

Ma Tito Bondi assicurava che l’idea di Cesira era un’altra, che se avesse voluto trovare un marito, se ne sarebbero immediatamente presentati dieci. Avrebbe anche potuto aggiungere che l’autore della Campagna Lombarda, giovane a ventidue anni, agiato, quasi indipendente (perchè il vecchio Mattia non avrebbe visto nulla di male che il figlio si portasse in casa una forma così ideale) si era lasciato fuggir di bocca una parolina matrimoniale, e che Cesira la semi-casta aveva risposto picche.

Dopo aver fatto girare la testa a molti, Cesira un giorno aveva abbandonato la famiglia artistica per consacrarsi al dramma e alla tragedia. Molte volte aveva fatto allusione al proprio disegno, dicendo agli artisti innamorati di lei e del vero, che essa pure obbediva alla verità, e perciò faceva la modella; ma che un giorno o l’altro una verità diversa e più potente l’avrebbe chiamata a voce alta, ed essa allora avrebbe piantato la pittura. E intendeva dire d’una voce di palcoscenico.

E infatti un capocomico famoso accettò la bella modella promettendo di farne in poco tempo l’amorosa della compagnia, e anche qualche cosa di più se desse retta ai suoi consigli. Cesira aveva ripetuto con entusiasmo queste parole che le aprivano le porte della gloria, e Tito Bondi le aveva ascoltate in silenzio. Poi con voce tremante il giovane balbettò:

— Cesira, pensateci ancora; io vi voglio un gran bene, e si potrebbe essere tanto felici. Ho un’arte, e sarebbe l’arte vostra, la vostra più che la mia, perchè voi mi dareste l’ispirazione.

Ma Cesira aveva crollato la testina bella.

— Comprendo tutto, vi ringrazio; ma ognuno porta con sè la propria sorte.