— Il cielo t’ascolti... ha detto; ma per le scale mi ha assicurato che veramente lui non avrà bisogno di nulla, che, come ha vissuto sempre, vivrà ancora; ma sarà contento per noi altri... Un diluvio di parole... Spero che tu sarai più schietta.
Sofia non rispondeva.
Quelle parole di Giuditta e del babbo erano scese alla sua anima turbata.
E per essere almeno schietta, si umiliò anche più, e rispose:
— Se riesci a sposarlo, sarà un colpo magnifico: so bene che non ti scorderai di me.
— Meno male che sai che ho buon cuore, che non sono avara, che non sono egoista.
— È vero, tu non sei egoista! Beata te, che sai di non esserlo!
Dopo una notte agitata, la mattina, contro il suo solito, Sofia dormiva ancora quando Giuditta, che era levata da un pezzo, fece molto rumore nella camera perchè sua sorella si svegliasse. E appena svegliata, le disse:
— Che cosa hai avuto ieri sera, che sono venuti in due a chiedere notizie?
— Sono venuti in due? Chi?