Il dottore era persona conosciutissima; frequentava assiduamente le serate del Verni, e godeva di qualche intimità con lui — il cavaliere Salvani era uomo nuovo, che si presentava per la prima volta in quelle sale — e ciò, secondo i calcoli di Silvio, cresceva l'inopportunità di quell'ora.

Del resto il cavaliere era un bell'uomo, sui trentacinque anni, d'aspetto serio, ma più per albagia che per dignità — infine era biondo; non ce ne voleva di più perchè Silvio lo trovasse antipatico.

Senza sapersene spiegare la ragione, egli cercò collo sguardo Carlotta. La vide in mezzo a un crocchio di signore; era pallida e guardava verso l'uscio d'ingresso con espressione di terrore. Involontariamente Silvio fe' un passo come per recarle soccorso; si rattenne in tempo. Il signor Verni si accostava alla moglie seguito dal cavaliere.

Silvio rimase immobile a guardare quella scena, dominato da una sensazione di paura e d'ira che non sapeva spiegare a sè medesimo. Vide Carlotta impallidire maggiormente, barcollare un istante, e reggersi allo schienale d'una seggiola per non cadere; vide la sua bocca aprirsi per balbettare un complimento, e un sorriso sfiorare forzatamente lo sue labbra, e indovinò l'ansia del suo petto, e lo straziante martello del suo cuore.

Tutto ciò aveva durato un istante, nè altri che Silvio avrebbe potuto vederlo — ma per lui era una rivelazione; egli guardava Carlotta, guardava quell'uomo, e parevagli di afferrare le fila d'un segreto. Ahimè! temeva d'indovinare.

Tuttavia poteva essere che egli s'ingannasse, che fosse stata un'illusione de' suoi sensi agitati. Infine quell'uomo veniva per la prima volta in casa Verni; e non era probabile che corresse una segreta intelligenza fra lui e Carlotta: egli avrebbe avuto mezzo di prevenirla, di prepararla, nè la sua venuta le sarebbe stata cagione di sorpresa. Oltre a che — e per poco che egli fosse avveduto non poteva ingannarsi su questo — non la sorpresa, ma il terrore aveva imbiancato le guancie di Carlotta. Che se invece il cavaliere fosse stato altre volte in qualche dimestichezza col Verni, come mai questi non aveva alcun sospetto, e non s'era accorto del turbamento di Carlotta?

In tali quesiti Silvio smarriva la coscienza di sè medesimo, del suo dolore; pensò al dottore che era uomo compitissimo e legato a lui da molto tempo da una di quelle relazioni di simpatia che sono così presso all'amicizia, e venne innanzi a lui con animo di averne qualche lume sul conto di questo cavalier Salvani.

— Sapete che immagrite? disse il dottore a Silvio stringendogli la mano.

— Vi pare...

— Ne sono sicuro; scommetterei che pesate due libbre di meno.