In questo breve periodo di folle abbandono egli aveva perduto la sola forza che potesse contrapporre allo slancio della sua passione, la maschera d'indifferenza sotto cui aveva celato il suo cuore.
Tuttavia la pietà della donna che si ama è un gran conforto per le sventure degli amanti; v'ha in essa un profumo soave, una dolcezza lusinghiera che compensa in certo modo del rifiuto dell'amore. Forse anche la pietà è amore; però le donne che vivono per amare, allora che non amano, compiangono.
Silvio s'era spogliato dell'orgoglio dell'uomo, e s'inchinava a raccogliere gli sguardi di quella pietosa. In quel punto non ricercava di più; gli pareva follia che si potesse preferire l'amore colpevole, alla virtuosa dolcezza di quel compianto.
— Forse ella mi avrebbe amato — pensò. Povero conforto per la vanità delle anime volgari; grande per la vanità delle anime elette.
— Dove andate? domandò ancora Carlotta.
— Che so io? In Ispagna forse, viaggierò per distrarmi. Vi è forse ancora disseminata pel mondo qualche gioia elio possa pagare l'aridità della mia vita presente. Cercherò.
Silvio sorrideva senza amarezza; quelle parole gli venivano dal cuore.
— Ne avete diritto: aggiunse Carlotta. Voi siete giovine.
E pronunziò queste parole con tale accento di mestizia, che Silvio ne rimase colpito.
— I dolori invecchiano, disse Silvio.