In amore l'abbandono è pericoloso come in tutte le cose della vita — forse peggio — la vita non si ha già ad avere in conto d'un'infanzia perenne, nè l'amore s'ha a torre come un giocattolo da bimbi. Assai triste gioco è quello che fa l'amore, e in fede mia ci si dee pensare non una, ma cento volte.
Non dimenticare i tuoi ventisei anni, non rinfanciullire a un tratto dinanzi al volto d'una bella donna. Quale che ella sia, pensa che il suo sorriso nasconde un pugnale, e i suoi baci un veleno. Le suo braccia sono morbide come il velluto, e fragili e pieghevoli come uno stelo di giunco; ma tuttavia sanno stringere in amplessi soffocanti — la voluttà che spira dalle sue nivee forme è un fuoco che consuma.
Oh! io conosco troppo bene come le vanno queste cose — e tu pure. Ma all'occasione si è sempre arrendevoli; ingannati cento volte, cento volte la bestemmia è spirata sul nostro labbro — domani ci si ingannerà ancora.
«Gioventù e bellezza sono armi troppo potenti, perchè i virili propositi possano resistere a lungo». Verissimo — se si cadesse nella lotta, sopraffatti nobilmente — se non che — ed è questa vera codardia — disillusi, vagheggiamo col pensiero un nuovo fantasma di donna che raccatti il nostro cuore e voglia mentire un po' d'amore per lui.
Osceno mercato di sentimenti, di fantasie e di menzogne — e di voluttà. E se ricerchi ciò che vi ha di vero in questi rapporti, vedrai sbigottito una sola cosa, il sesso — e non potrai andar oltre.
Tu giuochi una scommessa perigliosa; v'ha per posta una parte, la più bella parte, del tuo avvenire.
Che potrai ottenere da questa donna, se tu l'amerai? Un momento di voluttà, un po' d'amore forse — ma sai tu ciò che vi perderai inesorabilmente?
Pensaci. Se mai avvenga che dal confronto tu ritragga qualche forza, combatti disperatamente; se sarai vinto, avrai qualche conforto più tardi; quando ti parrà d'aver tutto perduto, ritroverai dentro di te qualche cosa che non sarà morta coi tuoi amori — la compiacenza della propria forza adoperata nobilmente, e quella non minore di poter far carico alla sorte soltanto dei tuoi dolori.
Questi miei consigli — e non vogliono essere più che consigli, nè meno — ti giungeranno forse tardi, e ti saranno cagione d'inutili rimorsi. — Ma se la mia voce avrà mai la sorte di prevenire, d'un solo istante, l'estremo passo, oltre il quale è questo fatalissimo abisso dell'Amore, tu soffermati alquanto a meditarla. Forse la chimera pazza che vagheggi andrà sfrondata delle sue corone, e le seduzioni di una sirena non sapranno rimuoverti dall'austera saldezza che ti eri proposto di mantenere per tutta la vita.
Se poi a quest'ora il tuo spirito si culla nelle nenie voluttuose di questo tuo amore adultero, la pace sia teco; e tu perdona alla audacia di chi ha osato profanare il tuo tempio, parlandoti un linguaggio insensato.