— Ha sempre dormito; rispondeva l'altro.

— Buon segno.

Il resto del dialogo non giunse alle orecchia di Silvio.

— Se ne vanno, pensò egli udendo ancor dei passi; ma questa volta s'ingannava; quei passi s'arrestarono al suo capezzale, e un alito lieve sfiorò la sua faccia. Il volto d'un uomo era lì, presso al suo. S'egli avesse potuto socchiudere un poco gli occhi e guardare senza tradire la sua finzione! Non n'ebbe l'ardire.

Un istante dopo quell'uomo s'allontanò dal letto.

— Se ne vanno, disse Silvio un'altra volta; e raddoppiò l'attenzione per assicurarsene. Non udì più nulla. La sua posizione diveniva imbarazzata; evidentemente quegli uomini attendevano che egli si svegliasse; era dunque inutile il suo strattagemma. Pure trovarsi faccia a faccia col signor Verni!... Si provò a socchiudere gli occhi e spingere uno sguardo innanzi a sè; un uomo era seduto in faccia a lui a pochi passi.

Vestiva un soprabito, ed aveva il cappello in una mano, e un paio di guanti nell'altra. Senza alcun dubbio egli non era di casa; assai probabilmente era un medico. Ad ogni modo non era il signor Verni; e per Silvio bastava questo.

Cercò coll'occhio l'altro uomo, e non potè vederlo. Pure egli era certo d'aver udito a parlare, e che nissuno era uscito dalla camera. Un istante di silenzio più profondo gli fe' udire distintamente il lieve e monotono rumore di due respirazioni. A questa indagine Silvio concluse che quell'altro s'era tenuto presso all'uscio; ora egli non avrebbe potuto guardare verso l'uscio senza voltarsi.

Vedendo inutile ogni scappatoia, Silvio si decise a svegliarsi; uno sbadiglio, un gemito leggiero strappato molto probabilmente dalla sensazione delle sue contusioni, poi una stiratura breve delle braccia, interrotta a mezzo da un altro gemito più verisimile del primo, poi finalmente la luce. Un uomo che ha dormito e che si sveglia batte le palpebre vedendo la luce, e si caccia i pugni negli occhi per stropicciarli; Silvio fece altrettanto.

Quel personaggio che stava seduto innanzi a lui si levò tacitamente e si appressò al letto; e siccome Silvio accennava di volersi sorprendere, e di manifestare la sua sorpresa con parole, quell'uomo pose l'indice attraverso le labbra consigliando il silenzio con atto di dolcezza, ma di una dolcezza contratta per abitudine.