Poi il signor W** volle vedere la lingua del signor Silvio, e la lingua del signor Silvio si compiacque d'arrendersi all'invito.

— Benissimo.

Si passò all'esame del polso, che era regolato come un cronometro di Ginevra, e il cronometro di Ginevra del signor W**, medico e chirurgo di Gossau, era lì a farne fede.

— Benissimo.

Questa seconda approvazione tolse Silvio alla sua svogliatezza; una vaga paura s'impossessò di lui, e i suoi occhi si spalancarono ad un tratto.

— Appetito? domandò il medico.

Silvio, che aveva mangiato due ore prima, in quel punto non si sentiva gran fatto disposto a ricominciare, e credette bene di non mentire rispondendo negativamente.

— Avete provato a levarvi di letto?

— Non ho voluto arrischiarmi, balbettò Silvio.

— Non avreste corso pericolo... Voi dovete essere forte... Non vi pare di sentirvi forte?...