Compattezza, assai tempo più tardi, di povere necessità, quasi inavvertite aggiunte esterne al dolore fedele: la misura del soldo, il cibo preparato con le mie mani, la vana tentazione d'un frutto o d'un poco di profumo: il lavoro per quel soldo, fatica greve di spogliar giornali di sfogliar riviste, occhi su bozze d'estranei, pennino che traduce volumi e volumi, stolidità, mesi, anni....

Le cime delle mie dita son come petali tuttavia.


Apologia di Socrate, scoperta una sera, compenso d'infinite biografie cenciose!


Vidi passare carovane. Continuano il loro andare, certo.


Donne in sale d'ospedale mi porsero i loro piccoli, migliaia di donne, poveri lineamenti duri, aride labbra. In ore mattutine ch'erano talune terse e fragranti miseramente migliaia di piccole membra nude mi si mostrarono, e le loro condanne.


Vidi luridi sacchi d'indigenza, nei fondi e nei sobborghi, ch'erano stati figli di popolo, avevano indifferentemente lavorato e rubato, ora fuorusciti di galera impassibili s'ammucchiavano.