Gioia di dare, gioia di ricevere, senza saper nulla del domani, senza nulla attendere.

Dov'era sostanza grigia di roccia, uguale e tutta bruciante, ecco freschi rivoli, colorati giochi.

Con Francesco si son rese sensibili le primavere d'Italia. Le mura si son dipinte. Per le lande s'è cantato. Oh Siena, oh Ravenna!

Mistica libertà, sapienza spaziale della mia terra, realtà insolvibile ed universa.

Andando e stando.


Fu in quel tempo che il mio povero libro ramingò per il mondo.

E c'è una zona torbida — ho detto che lo difendevo? — scisso da me il mio valore, e la cifra oscura dibattuta, aspramente: io senza quasi più respiro, che pur m'ero spogliata per immergermi nuova nelle acque e nei venti. Zona torbida, che chiamarono quasi gloriosa, zona amara, sapore ingrato.

Le donne, quelle che scrivevano, perchè non comprendevano?

Non ho dimenticato. Ma siano perdonate. Piansi su loro.