E, senza più veli, l'idea dell'umano dolore.
Credetti, come già dinanzi al torso di Psiche, di poter contemplarla immota. Nell'attimo stesso mi raggrappai alla vita, e nell'attimo di poi l'idea dileguava in cielo, io riprendevo a battere contro l'opaca realtà, a tentare di trasformarla violentando col mio amore i segreti divini.
Parlo di me come d'una senza nome nè terra.
Non ho memoria di me, ne ho la visione.
Valgo se vi sollevo come fossi un atto silenzioso, una silenziosa ora densa che trabocca carezze spasimose, e la stretta vi lascia stupore e forza, gli spazi s'incupiscono scintillano, tacita alata la persuasione li corre.
Ridisceso il corso della verde fiumana, cui giacevano a lato tanti tronchi di betulle come nudi di ninfe snelle, parve giù al piano ch'io venissi dall'aver toccato in sogno qualche cattivo regno pagano.