Nella Neue Freie Presse di Vienna l'illustre poeta e critico STEFAN ZWEIG dice fra l'altro:
Anche la donna in Italia è diventata viva, non è più l'ignava, l'ingannevole, la frivola di una volta, la ignorante, sprezzata schiava dell'uomo e dell'amore; il movimento femminile ha trovato qui presto il suo seguito.
La prima scrittrice a me nota, nelle opere della quale le moderne idee di indipendenza della donna hanno trovato una forte espressione è Sibilla Aleramo col suo romanzo Una donna, che suscitò un anno fa generale sensazione in Italia e che già anche in Francia desta vivo interesse.
È la storia di una donna che coraggiosamente e decisamente si apparta nell'isolamento da un matrimonio forzato, infelice. E il grande, il nuovo, il bello di questo libro è l'assoluta rinuncia ad ogni trastullaggine, ad ogni civetteria amorosa ed erotica.
È uno studio di finissima psicologia femminile, tenero e delicato in tutti i dettagli, spietato ma non mai volgare nello scoprire le cose più segrete: ma nell'intimo talvolta molle e delicato, infantilmente timido e vergognoso, una confessione senza la coscienza cattiva e senza implorare grazia e approvazione.
Delicato, con trapassi appena avvertiti, il passaggio qui espresso dalla fanciullezza all'adolescenza e dall'adolescenza alla maternità: e tutto questo come presentimento di una nuova realtà, della propria vita e propri scopi, non più per volere dei genitori e non dell'uomo, e non del bambino, ma di sè stessa, una tardiva coscienza di sè ma che è più amore per tutti che non amore per sè stessa.
Il Frankischer Kurier di Norimberga diceva:
Sibilla Aleramo scrive in modo chiaro, senza alcuna esagerazione ed appunto in questa forma piana pare consista il grande segreto del suo successo.
Essa accenna occasionalmente alla sua indignazione per il fatto che tanti mediocri libri scritti da donne piovono nella redazione in cui essa lavorava una volta a Roma e si domanda: «Perchè non vogliono capire tutte queste ‘Intellettuali’ che la donna può giustificare la sua cooperazione nel campo già mietuto della Letteratura e dell'Arte solo con opere tali che portino un'impronta propria?».
SEM BENELLI trattando sul Giornale d'Italia del sonnambulismo e di una celebre sonnambula prendeva occasione per ricordare la straordinaria azione che nel campo femminista esercitò il primo libro della nostra scrittrice: