Oh questa paura della realtà, sempre, dovunque!
Ed è così, sai, che si finisce per odiarci gli uni, gli altri, e coll'odiare l'esistenza!
La realtà, quando le anime sono pure, può essere terribile, ma non è mai brutta, non è mai odiosa: è la menzogna che la fa tale. Gli uomini per paura mentono, e poi maledicono, e poi muoiono ròsi dal rimpianto vano....
C'è anche in me un germe di viltà. Mentre ti scrivo, così, dominando i sussulti, io non so ancora se ti spedirò questi fogli, se oserò mandarteli. Non per te, sai. Ma per lui. Io che condanno la sua debolezza, il suo terrore di colpirti svelandoti la verità, io ho a mia volta paura per lui....
E se tu non mi capissi? Se tutte le mie parole ti riuscissero senza senso e tu ne traessi soltanto la nozione orrenda della fine del vostro matrimonio, e volessi morire?
Anch'egli morrebbe. Io ne sono sicura.
E le vostre bimbe?
Verrebbero a me.
Non ti dico una mostruosità, no! Io mi prenderei le bimbe, col cuore piagato ma senza rimorsi. Sarei per loro madre e padre.