Ma non per le tue lagrime soffro, nè per le mie. Anche le lagrime più brucianti hanno qualcosa di santo che ce le fa care. Non soffro di vederti piangere; non è contrario alla vita il pianto. Soffro perchè sento che la vita continua di là da queste lagrime tue e mie, e perchè non so se c'è in noi il potere di continuare ad amarla, ad amarla nell'uomo per cui piangiamo....
Mi puoi comprendere? Asciuga gli occhi, guardami, cerca di ascoltare come se non fossi io a parlare, io che ti ho fatto del male, ma una che non conosci, e che ti tien stretta per i polsi, e ha una voce ferma, che ti entra chiara nel cervello. Capisci perchè sono qui? Non per l'orribile gusto di straziarti. Non per farti impazzire. Non perchè sia pazza io. Se ho tanto pianto, in tutti questi giorni, ho anche tanto pensato. E pensato cose che bisogna tu senta, che tu devi sentire e capire, se è vero che ami come io amo.
Perchè non si tratta del nostro dolore, più. Si tratta del nostro amore, si tratta di lui, dell'uomo che amiamo. Non siamo solamente io e te a soffrire. C'è lui, lo sai?
Come l'hai amato tu, fin qui? L'hai amato perchè ti amava, e perchè ha fatto divenire la tua vita una cosa buona e dolce. Perchè è sempre stato verso te buono e dolce, anche quand'era triste, no?
Ma per tutto quello ch'egli ti ha dato, per tutto ciò che, egli solo, ti ha insegnato, per quella sua tenerezza mesta, per quelle sue lunghe ore di silenzio che tu hai imparato a rispettare, come il bambino impara da solo a rispettare le grandi chiese deserte, per la luce pensosa che le tue figliole non avrebbero nello sguardo se non fossero nate dal suo amore, di', di', non t'ha mai oppresso il cuore un desiderio disperato di saperlo felice, più felice di quel che tu non potessi renderlo, un desiderio di dargli più che il tuo sorriso e il tuo bacio e la tua fedeltà, un desiderio di morire per lui, di sapere che la tua morte potrebbe far più grande la sua vita?
No, forse no.
E non hai mai desiderato ch'egli ti chiedesse, non di morire, che sarebbe stato ancor poco, ma di vivere lontana da lui, per lui? Ch'egli te lo chiedesse, per una necessità della sua vita, che tu neppure potessi comprendere? Non hai mai sognato ch'egli ti offrisse di provargli così il tuo amore? Anche senza chiedertelo, ma che tu indovinassi, e partissi?
Hai creduto proprio che il tuo sorriso e il tuo bacio e la tua fedeltà fossero quanto di meglio avevi a dargli, fossero sufficienti per sempre a ricambiarlo di ciò ch'egli t'ha donato? Così l'hai amato, tranquilla nel pensiero di bastargli per sempre, senza struggerti nella certezza di non poter essere per lui tutto l'universo?
Tu vedevi ch'egli aveva i suoi libri, la sua musica, qualche amico; vedevi che accarezzava i capelli e gli occhi delle figliolette con mano più leggera e più tenera anche della tua. Eri tranquilla!