Siamo stati felici per questo! Qualche ora, qualche giorno, d'una felicità ch'era destino noi conoscessimo soltanto l'uno per l'altro, dolorosa e meravigliosa come la vita.

Egli non credeva, prima d'incontrarmi, che una donna potesse amare la vita, la vita intera, la vita qual'è, grande e tremenda. E scoprendo questa potenza nell'anima mia, egli è come una seconda volta nato, per godere e per combattere, per conoscere e per cantare.

Io non lo accarezzavo perchè si addormentasse, perchè dimenticasse d'esser uomo, uomo e fanciullo, con una musica inesprimibile in petto, col tormentoso istinto di crescere senza mai tregua, e con la perpetua visione dell'ora estrema, forse imminente, forse ancor tanto lontana, oltre la quale l'anima non può più ingrandire.

La mia carezza gli diceva che il suo stesso tormento era in me, la mia carezza aveva lo stesso spasimo intenso della sua musica, suscitava nel suo petto, assieme alla gioia assieme al dolce delirio assieme anche alla voluttà, sì, tutte le voci dell'infinito; ed egli sentiva che quelle voci echeggiavano anche in me, e se cercava i miei occhi li trovava grandi aperti, e vi vedeva raggiare, io lo so, un'attesa profonda. La morte, la morte! Poteva giungere la morte, mentre noi ci baciavamo, e avrebbe trovato le nostre anime sveglie, senza paura e senza rimorsi e senza rimpianti: vivi ci avrebbe trovati, intenti e belli, e non saremmo fuggiti!

Senti, senti, se tu lo ami non maledire ciò che è avvenuto.

Egli ha messo le sue mani nelle mie, egli ha guardato dentro i miei occhi, ha ascoltato battere il mio cuore nella notte, e per la prima volta dacchè era uomo, per la prima volta, intendi, ha compreso che cos'è l'amore, ha sentito nell'amore esaltare tutto il proprio essere, e le sue mani e i suoi occhi e il suo petto gli son apparsi sacri quanto l'anima sua. Un sacramento è stato il nostro abbraccio.

E tu non maledire.

Lo ami ancora, non è vero?

Non pensi più a me, lo vedo, non è per quel ch'è avvenuto fra me e lui che adesso singhiozzi piano, con una desolazione che ti pare non debba aver mai più fine.

Guardi nel passato, che d'un colpo ti si è fatto tanto più lontano. Guardi lontano. Sì, è allora ch'egli t'ha ingannato, che ti ha tradito; quando ti ha detto che lo facevi felice, e non era vero; quando ti baciava e tu credevi ti baciasse per la gioia di vivere, per ringraziare la vita, fiero d'esser uomo e creatore, ed invece egli si sentiva nell'intimo una cosa spregevole, una cosa vile.... Baciava la tua bocca, abbracciava il tuo corpo, come chi è preso dalla vertigine, e non ha più coscienza: come chi precipita nel nulla. Non disprezzava te, intendimi, ma se stesso, per quel piacere che il suo corpo godeva e che non gli toccava l'anima, a cui l'anima sua non partecipava. Pure ti voleva bene. Ma questo era anche più atroce. Perchè ti voleva bene come ad una piccola dolce bambina, a una creaturina cui si rivolgono parolette senza senso, care moine e sorrisi inteneriti, ma che non capisce ancora il nostro linguaggio....