Lui! Viveva dunque quella creatura talmente in me? Era dunque altro che una guida, un esempio, un conforto?

E un’altra interrogazione fulminea: «L’hai amato?»

Poi ancora: «Avresti lasciato tutto per lui?»

Lo vedevo davanti a me, come l’avevo visto il giorno, contento di ritrovarmi tra la folla ignara. Era mai stato amato? Non aveva mai conosciuto il riposo su un seno di donna che lo comprendesse e lo difendesse dalle ombre paurose del mistero?

Sorella egli mi chiamava.... Ma una sorella non può nulla. Altre egli doveva averne incontrate, e niuna gli aveva potuto insegnare il cammino della felicità.... Ed egli ostinato voleva dire agli uomini una parola di rinunzia, assicurarli che quel cammino è fuor della terra....

Lente, le risposte si succedevano. Sì, s’egli mi avesse chiamata, alcuni giorni prima, quand’io credevo in lui, io l’avrei seguìto; sì, per lui avrei forse potuto vivere senza mio figlio. In poco tempo questo grande cambiamento s’era prodotto in me. Alcuni mesi prima, quando avevo temuto che mio figlio morisse, nessuna figura era sorta davanti alla mia mente ad affermarmi ch’io avrei ancora potuto vivere per un altro essere.

Eppure, non era amore quello che sentivo per quell’uomo; non poteva essere amore; io non desideravo nulla per me da lui, sentivo anzi che una dedizione da parte sua me l’avrebbe menomato dinanzi agli occhi. Non potevo sentirmi felice sotto il suo bacio.

Ma inginocchiarmi davanti a lui, adorare la sua anima misteriosa.... servirlo, dargli il mio ingegno, la mia penna, la mia vita, questo avrebbe potuto avvenire, s’egli avesse voluto.... E mio figlio non si sarebbe tenuto defraudato.

Bruscamente, in capo ad una settimana, la mia ammalata peggiorò di nuovo. Il fidanzato questa volta non mi disse nulla: mi aveva guardata come invocando lui da me una parola di conforto; e io compresi: la cara era perduta, perduta.... il povero cuore si sarebbe da un momento all’altro, domani o tra qualche giorno, arrestato di botto....

Perchè allora continuare quella lotta d’ogni minuto, tutti quei rimedi, tutte quelle cure, dirette non soltanto a sollevare l’inferma, ma a colpire il male?