Una bizzarra ipotesi s’affacciò tra quei vaghi progetti. Io avevo, in qualche parte della penisola, un amante; lo raggiungevo di tratto in tratto, mi dissetavo di passione, di ebbrezze, indi rientravo nella casa triste a riprender il giogo che il mio cuore di madre non riusciva a rigettare. Non ingannavo nessuno, perchè mio marito sapeva che lo disprezzavo. Soddisfacevo a un diritto del mio essere, accumulavo la forza di resistere, di sopportare....
Pazzia! Potevo ben lasciare la briglia alla fantasia, ma, se non vedevo chiaro quello che avrei fatto, sapevo troppo lucidamente quello che non avrei fatto mai; avevo la sensazione che l’avvenire già esistesse dentro di me: una soluzione, facile o difficile, più o meno lontana, ma certa, quasi fatale.
Ero arrivata al mattino. Il bimbo giocava con le marionette, ed io lo assistevo, seduta con lui sul tappeto. Mio marito leggeva i giornali, taciturno; non ci eravamo scambiato ancora una parola.
Venne mia cognata, ilare, leziosa; attendeva da me delle notizie che non m’affrettavo a darle, e ad un certo punto non resistette: «Dunque, dunque, siamo ricchi, eh?»
Tenevo la testa china sulla baracca dei burattini, non la sollevai. Il bimbo non aveva sentito, intento com’era allo spettacolo; ma la voce stridula continuava, coprendo le parole che suggerivo ai miei personaggi. «E il nostro caro figliuolo ora ha una fortuna di più! Ah, voglio vederlo padrone del paese, un giorno!»
I due cari occhi turchini mi fissarono, ora; dicevano: «Continua, mamma, non dar retta; io non ascolto che te; la mia vita me la fai tu sola....»
Avanti, sì. Ma alla notte, stavo per coricarmi affranta, quando l’uomo entrò nella mia camera. Dopo una lotta atroce, sola nel buio, invocai, una volta ancora, la morte.
E il mattino seguente lo dissi al bimbo, piano: «Forse morirò, sai? Ma tu non dovrai piangere, dovrai soltanto ricordarti....»
Morire!
Dentro il mio cervello mi pareva di sentire come un groppo, duro e pesante, che si rimoveva, si sviluppava.... E un pensiero vi si illuminò sinistramente. Anche lui, mio marito, avrebbe potuto non esistere più.... Gli esseri che si agitano intorno a noi muoiono. È come un alito: spariscono. E tutti gli altri uomini camminano, vi guardano in faccia, parlano e non lo nominano più.... È come se non fosse mai esistito....