L'Angiolo! Oh amabil creatura! Un Ente
Tutto bellezza, e intelligenza e amore,
Che tutto legge nell'eternamente!
L'uom qual angiol saria se affrontatore
Della sconfitta sua stato non fosse,
Bandiera alzando contro al suo Fattore.
Ma il reo di sua stoltizia addolorasse,
E lagrime spargendo si sommise,
E Dio intese sue preci, e si commosse.
Del mortale a custodia un Angiol mise,
Che lo guidi e consoli, e ognor ripeta:
«Tieni a salute le pupille fise».
Dal giorno poi che nostra afflitta creta
Iddio venne a vestire ed a noi diessi,
Dolorando e morendo, esempio e meta,
Portando noi del divin sangue impressi
Sulla fronte i caratteri possenti,
Più invidia non ci fan gli Angioli istessi.
Angioli siam noi pur, benchè gementi
In questo passeggier regno di morte:
Gesù nobilitò nostri tormenti!
Perdermi ancor potrei; ma la mia sorte
Fidata venne ad un guerrier del cielo:
Ei mi regge e difende con man forte.
L'Angiol che per mio bene arde di zelo
Amo, e cerco, ed invoco, e benedico,
E pur di poco amarlo io mi querelo.
Ei fra' creati fu il mio primo amico!
Il Genio che svolgea ne' miei prim'anni
Del Bel l'amore, ond'oggi il cor nutrico!