Vexilla Regis prodeunt.
(Eccl. hymn.).

Dolce è l'aspetto
De' templi santi,
Dove tra faci
Sfolgoreggianti,
Dove tra incensi,
Dove tra canti
Di Dio grandeggia
La maestà;

Dove al mortale
Le sacre mura
Tolgono il resto
Della natura,
Dove ogni oggetto
Ch'ei raffigura
Gli dice: «Adora,
L'Eterno è là!»

Nondimeno allorquando dal tempio
Uscir vedesi l'Onnipotente,
Tra le mani d'un debil vivente,
Pe' sentieri che tutti calchiam,
Pare a noi che vieppiù ci sorrida,
Che vieppiù ci si faccia fratello:
Per pregarlo un impulso novello,
Una nova speranza sentiam.

Egli è il Re che diffondersi brama,
Che pacifico vien dalla reggia,
Che fra i sudditi amati passeggia,
Che lor volge parole d'amor:
Egli è il padre che visita i figli,
Che s'appressa a ciascun de' lor petti,
Che lor mostra quant'ei si diletti
Di cercarli, di starsi fra lor.

Oh nel moltiplicar tuoi benefici,
Ricca d'industrie amabili e sublimi,
Religïon che a' tuoi sinceri amici
Con sì söavi grazie amore esprimi!
Religïon, che pur ne' tuoi nemici
A lor dispetto meraviglia imprimi!
Religïon d'imperscrutati veri,
Bella in tuoi grandi lampi e in tuoi misteri!

Splendono innumerati i santi modi
Con che rammenti agli uomini il Signore,
Con che il Signor medesmo offerir godi
Alla vista de' popoli ed al core;
A te non basta in mezzo a preci e lodi
Sull'ara alzar la diva Ostia d'amore;
Fuor de' delubri, tu la traggi, e in pie
Feste l'elèvi per le dense vie.

Perchè iroso talun le venerande
Processioni con ribrezzo guata?
Perchè immagina ei tutta in miserande
Cure avvolta la turba ivi adunata?
In ogni loco, ottusa al Bello, al Grande
Langue, è ver, più d'un'alma sciagurata,
Ma gente è pur che il Grande, il Bello ancora
Sente con forza, e, quando sente, adora.
Alme sono, in cui ragione
Ed amante fantasia
Tal serbarono armonia
Che abbellisce ogni pensier:
Chi ragion vuol tutta gelo
Senza slanci, senza affetto,
Tarpa l'ali all'intelletto,
Non s'innalza fino al ver.

Tutto Ciò che santo brilla,
Che divelle dalla creta,
Che solleva ad alta meta,
Dobbiam credere ed amar:
D'infelici sprezzatori
Non confondaci lo scherno:
Vile sforzo è dell'inferno
ogni cosa dissacrar.

Quali volge a noi la Chiesa
Rimembranze in tutti riti?
Son materni, dolci inviti
A speranza ed a fervor.
Il Signor quando discende,
Quando incede in mezzo a noi,
Chiede amore a' figli suoi,
Chiede e in un largisce amor.