Ella, se fera scoppïa
Divoratrice vampa,
Verso la cuna avventasi,
E il pargoletto scampa.

Se il picciol piede illusero
Di cupo rio le sponde,
La madre piomba rapida,
E il tragge, o muor nell'onde.

Ella, se il figlio palpita
Tra infetto aere tremendo,
Tenta i suoi dì redimere,
Le piaghe a lui lambendo.

Se patria e tetto invadono
Empie, omicide squadre,
Stringe i suoi figli, e impavida
Pugna per lor la madre.

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Tal è la nobil donna ingigantita
Dalla materna celestial possanza,
Che a tutte generose opre la invita.

Ma un sacrifizio v'è che ogni altro avanza,
Ed è in lei quell'assidua ed operosa
Sulla cara progenie vigilanza.

Alma di buona madre più non posa
Finchè non ha ne' figli suoi destata
Di virtù la favilla glorïosa.

Nè puote alma di figlio esser pacata
Fra inique gioie, se ha una madre ancora
Che i vestigi di lui tremando guata,

E occultamente prega, e s'addolora.