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Ma di veri ed opposti elementi
Vien temprata dell'uom la saggezza:
Ei bisogno ha di freno e dolcezza,
Ei bisogno ha di forza e d'ardir.
Troppo i figli addolcir prolungata
Indulgenza di madre potrìa;
Ne' lor cuori animosa energìa
Ogni padre è chiamato a nodrir.
Della madre il söave sembiante
Il bambino con gioia mirando
Brameria riprodurre quel blando
Elegante sentir femminil.
Ed insiem nel mirar si compiace
Più severi del padre gli sguardi;
In sè brama gli spirti gagliardi
Che più bella fan l'indol viril.
Grazie, amabile Ingegno divino,
Che, in donarci i duo cari parenti,
Vuoi che sorga gentil nelle menti
Armonia di contrarie virtù!
Tutti grazie a te rendano i figli
Che gustàr de' parenti l'amore!
Ed ai mesti orfanelli, o Signore,
Notte e dì padre e madre sii tu!
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Quanta in un padre e in una madre splende
Luce emanata dall'Eterno Iddio!
D'affetto pari al lor niun cor s'accende.
A' genitori miei come poss'io
Render le gioie prodigate e il pianto,
E gli esempi, e i consigli, e il pregar pio?
Troppo sovente immemor fui del santo
Senno che ad essi per me il Ciel largiva,
E baldanzoso i lor dettami ho franto.
Ma se per vie superbe io mi smarriva,
Cercando il ben dove il Signor nol pose,
E di mondani sapïenza ambiva,
Quai salutari spine a me le cose
Pur rimanean, cui già m'aveano impresse
L'anime de' parenti generose;