E contento io non era nelle stesse
Più inebbrïanti glorie che il mio orgoglio
E l'altrui vanità crëato avesse.
Inestirpabil resta il buon germoglio
A que' dolci, infantili anni piantato,
In cui d'alta malizia il cuore è spoglio.
Io m'avvolgea tra dubbi, e innamorato
Pur mi sentìa secretamente ognora
Di quell'Iddio ne' primi dì invocato.
E quando il Sol gli oggetti ricolora,
Ed ammirandol poscia al suo tramonto,
E nottetempo udendo batter l'ora,
E in mille di que' casi in cui più pronto
Fassi a grave sentir l'intendimento,
Sì che in lui nasce d'alte idee confronto,
Mi sovvenìa con dolce incantamento
La carità del padre, e di colei
Dal cui seno ebbi vita ed alimento;
E allor tornava sovra i labbri miei
Irresistibil uopo di preghiera,
E i miei delirii m'appariano rei.
Nel ricordar la madre, un fascino era
Che quasi mal mio grado m'attraea
Alla credenza e all'amistà primiera,
E della madre ai templi indi io riedea!
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O padri! o genitrici! il più efficace
V'è dato minister sovra la terra:
Da voi pende de' figli la verace
Intima calma, o la perpetua guerra.