Quanto sia gran tesoro ad essi svela
Un'affidata nova alma immortale,
Cui tanti move assalti corruttela.
In padri e genitrici un'ansia eguale
Desta sì, che ne' figli i pensier santi
La possa degli esempi non affrale!
La madre allor ne' dolci cuori pianti
Profonda e pia di bell'amor semenza
Per tutte l'opre ad alta fè guidanti;
E il genitor protegga, la innocenza,
E la scorti, e la eserciti, e la inforzi
Contr'ogni non vitale, empia, scienza.
Caldo zelo ad estinguer non si sforzi
La nobil vigoria de' giovani anni,
Ma pïamente il fidar troppo ammorzi,
Sì che delle inesperte anime i vanni
Luce, lontan dal vero Sol, cercando,
Non si perdan nel vuoto e negl'inganni.
A due falli i parenti omai dian bando:
Uno è il vano agognar che tutto a' figli
Nell'odïerna età paja esecrando.
I sempre spaventosi, irti consigli
Ispiran diffidenza, e ciechi allora
Vieppiù s'avventan quelli entro a' perigli.
E l'altro fallo è più funesto ancora:
Quello di chi, spregiando i tempi andati,
Del novo senno tutti i vanti adora,
E dall'are tue sante illuminati
Non gli cale, o Signor, che i figli sieno,
Ma li spera da orgoglio sublimati.