Se d'aïta siam prodighi a tutti,
S'alto amore in nostr'alme ragiona,
Se il nemico al nemico perdona,
Se discordia civil più non v'è;
Se, coll'opre le preci alternando,
Più null'uom d'esser pio si vergogna,
Se sparisce lo scherno nefando
Che alla croce vii guerra già fe'!
Eleviam fra le lagrime i cuori,
Sosteniamo gli scossi intelletti:
Siam colpiti, ma non maladetti;
Man paterna è la man del Signor.
Noi felici, ove questa procella
Da colpevol letargo ci desti!
Noi felici, ove gli animi impella
A bei fatti, a sublime fervor!
Dopo noi sorgerà dignitosa
In Piemonte di forti una schiatta,
Che a benefiche gare fia tratta
Dall'esempio che i padri lor dier:
Ed allora a que' nobili figli
Con amor dalle stelle arridendo,
I lor genii sarem ne' perigli,
Sarem luce a' lor santi voler!
CESSATO IL COLERA.
Cumque quaesieris ibi Dominum Deum
tuum, invenies cum, si tamen toto
corde quaesieris, et tota tribulatione
animae tuae.
(Deut. 4. 29).
Crëato spirto che al mio fral sei vita,
Potenze tutte onde m'esulta il core,
Alziamo, alziam di gaudio intenerita
Voce al Signore!
Dal ciel suoi doni sulla terra effuse,
Noi li obblïammo, e ripetè i suoi doni:
Ci flagellò, ma ne' flagelli incluse
Grazie e perdoni.
Egli è colui che i doloranti sana;
Che dalla morte, ch'all'uom rugge intorno,
Sotto il suo scudo amico lo allontana
Di giorno in giorno.
Poi quando a molte umane brame arrise,
Toglie quell'ente che vivendo amollo;
Ma questo debol ente ei non uccise,
Sugli astri alzollo.
Egli è colui che ai sopportanti oltraggio
In guiderdone offre onoranza eterna;
Colui che i fati del mortal lignaggio
E il ciel governa.
Misericordia ed equità lo guida,
Se crea, se cangia, se mantien, se spezza:
Amico all'uomo, ei vuol che l'uom divida
Sua tenerezza.