Cessa il giulivo dissonante strepito:

Il luttuoso caso odono: muti

Reverenti s'affollano alla sala:

Tutti lor gioja oblian: l'egregia donna

Mirano—e oh che pietà! quel cavaliere

Dianzi sì dignitoso, or nella polve

E nel sangue si rotola ululando,

Nè più gli cal che forse altri il dispregi.

«Ite, o felici: agevol cosa è omai

Il ripigliar la città vostra. Otlusco