—Vicina mia gentil (prende Ildegarde

Così a parlar), da lungo tempo agogno

Veder tuo dolce volto, e palesarti

Un mio desìo.

—Qual? le dimanda Elina.

—D'ottener tua amistà, di consolarmi

Teco de' miei dolori.

—E che? Infelice

Sei tu? Come?...

E nel troppo accelerato