Con cui ne parla, non par quel dell'odio,

Ma d'un amor geloso. Ei non perdona

All'uom ch'ei tanto amava, essersi fatto

Un idol d'altra gente! aver potuto

Per nemici obblïar sì sviscerato

Fratel, qual gli era dall'infanzia Irnando.

Ciò non isfugge all'ospite avveduta,

E con lenta eloquenza insinüante,

Che più e più le udenti anime scuote,

Pinge in Camillo a que' trascorsi tempi