Sovra il tuo Carlo, e il dotto suo parente[3],
Che pii vergaron le memorie avite,
Spanda grazia immortal l'Onnipossente!
Dolce è saper che di non pigre vite
Progenie siamo, e qui tenzone e regno
Fu d'alme da amor patrio ingentilite.
Più d'un estero suol di canti degno
Porse a mie luci attonite dolcezza,
E alti pensieri mi parlò all'ingegno:
Ma tu mi parli al cor con tenerezza,