Qual madre che portommi in fra sue braccia

E sul cui sen dormito ho in fanciullezza.

Ben è ver che stampata ho breve traccia

Teco, o Saluzzo, e il dì ch'io ti lasciai

A noi già lontanissimo s'affaccia.

Pargoletto ancor m'era, e mi strappai

Non senza ambascia da tue dolci sponde,

E, diviso da te, più t'apprezzai.

Perocchè più la lontananza asconde

D'amata cosa i men leggiadri aspetti,