DELLA CITTADE DI EPHESON DOVE SANTO GIOVANNI PASSÒ DI QUESTA VITA[16].
Da Pathimos si va ad Epheson, la quale è molto bella città et è appresso del mare e quivi passò di questa vita san Giovanni, e fu posto in terra dietro a l'altare, e quivi è fatto una bella chiesa, perchè e cristiani solevono tenere questo luogo; ma tuttavia nella tomba di san Giovanni non è altro che manna, imperò che 'l suo corpo fu trasportato in paradiso. E al presente tengono e turchi la città e la chiesa e la magior parte di Asia minore, e però è Asia chiamata Turchia. E sappiate che mentre che san Giovanni viveva, si fece fare la fossa, e lui medesimo v'entrò dentro vivo; imperò dicono alcuni, che non è morto, ma che si riposa insino al dì del giudicio. E veramente à lasciato una grande maraviglia, perchè visibilmente vi si vede molte volte di sopra alla sua tomba scrollare e muovere la polvere, non altrimenti che se vi fussi sotto uno uomo vivo, el quale la movessi, sì che ogni uomo che lì vede, si maraviglia molto.
DELLA CITTÀ DI MAIOLICA.
Da Efeson si va per molte isole di mare fino alla città di Pateram, dove nacque messer santo Nicolao; e dipoi si va alla città di Maiolica, nella quale egli fu eletto vescovo. Quivi nascono molti buoni vini. Di là si va all'isola di Creti, la quale donò lo imperadore, già è gran tempo, a' Genovesi[17].
DELL'ISOLA DI COLCOS E DELL'ISOLA DI CRETE DELLA QUALE FU SIGNIORE IPOCRAS.
Dipoi si passa per l'isola di Colcos e per l'isola di Lingo, delle quale isole Ipocras fu signiore e principe. E dicono alcuni, che in quell'isola di Lingo v'è ancora la figliuola di Ipocras in forma d'uno grande dragone, il quale si mostra di lungheza dugento torse, secondo che dicono[18]. Io non lo vidi mai e quegli dell'isola la chiamono la donna del paese, e abita appresso d'un castello vechio, e vedesi due volte l'anno, e non fa male ad alcuno, chi non fa già a lei noia.
COME LA FIGLIUOLA D'IPOCRAS FU TRASMUTATA D'UNA BELLA FANCIULLA IN UNO ORRIBILE DRAGONE.
E così, d'una bellissima fanciulla, fu trasmutata e cambiata in uno orribile dragone per una Dea detta Diana. E dicono, ch'ella ritornerà ancora in suo stato, e questo sarà quando si troverà uno cavaliere tanto ardito, che abbia ardimento di baciarla per la bocca. Ma, poi che sarà tornata in femina, ella non viverà lungamente. Non è ancora lungo tempo che un cavalieri di Rodi, forte e ardito, disse, che lui voleva andare a questo dragone; e montò sopra a uno corsiere, e andò infino al castello, e entrò dentro nella cava; e il dragone cominciò a levare il capo contro a lui. Quando il cavallo lo vide così brutto, per paura, a mal grado del cavaliere, il straportò sopra a un sasso, e di quello saltò in mare per tal modo, che fu perduto il cavaliere. Item, un giovane, il quale nulla sapeva di questo dragone, uscì di nave e andò all'isola infino al castello, e entrò nella cava, e andò tanto innanzi, che trovò una camera, e vide una fanciulla, che, pettinandosi, riguardava in uno specchio, e intorno a lei era assai tesoro. Costui si credette che costei fussi una meritrice che là dentro stessi a servire e compagni; e ivi stette tanto, che la fanciulla vide l'ombra di costui nello spechio; e incontanente andò inverso lui e domandollo che voleva; e lui rispose che voleva esser suo amico. E ella gli dimandò, se lui era cavaliere; e lui rispose, che non. Addunque, disse ella, voi non potete esere mio amico, ma andate da' vostri compagni e fatevi fare cavalieri, e la mattina io uscirò di qua dentro, e verrò innanzi a voi, e voi verrete a baciarmi per la bocca; e non abiate punto di paura, però che io non vi farò alcun male, che quantunque vi parrò brutta a vedermi, non dimeno non è altro che incantamento, ma io son fatta come voi mi vedete: e se voi mi bacerete, arete questo tesoro e sarete mio marito e signiore di questa isola. E sopracciò si partì da lei, e andò alla nave da' suoi compagni, e fecesi fare cavalieri, e poi tornò la mattina innanzi alla fanciulla per baciarla. E quando la vide uscire della camera in così orribile forma, ebe tanta paura, che subito ritornò, fugendo, verso la nave: e ella gli andava dietro. Ma quando ella vide che costui non ritornava, ella poi cominciò abaiare e gridare dolorosamente, e ritornossi indietro. Subito el cavalieri murì, e da quelo dì in qua non fu cavalieri alcuno, che, vedendola, subito non morisse. Ma quando v'anderà un cavaliere così ardito, che ardisca baciarla, egli non morrà e ritornerà la fanciulla nella sua forma, e sarà signiore del paese[19]. Item, dopo si va a l'isola di Rodi, la quale tegniono e cavalieri di san Giovanni. Questa isola, la qual già lungo tempo tolse lo imperadore[20]. Soleva quell'isola essere chiamata Colcos, e ancora così la chiamono molti signiori: e sam Paolo scriveva a quegli di questa isola, a' Colocenses. Questa isola si è appresso Gostantinopoli VIII. leghe, passando per mare.
IN CIPRO NASCE BUON VINO EL QUALE EL PRIMO ANNO È ROSSO, E POI DIVENTA BIANCO.
Da questa isola si va in Cipro, dove è il vino forte e possente, el quale el primo anno è rosso, e poi l'anno sicondo diventa bianco; e quanto è più vechio, diventa più chiaro e di migliore odore; e passasi, andando verso Cipro, per lo golfo di Sotalia.