In questa città medesima di Sabasta solevono essere molto chiese, ma furono abattute: ivi era el capo di santo Giovanni in uno muro serrato, ma Teodosio imperadore il fece cavare fuori, e trovollo avilupato in un drappo tutto insanguinato, e così il fece portare a Gostantinopoli, e ivi è ancora. La parte di dietro della testa e quela dinanzi è ancora nella chiesa[62] di santo Salvestro, ove sono monaci del cordone: e ancora questa parte di testa è tutta abruciata[63] e quasi meza arsa, perchè lo imperadore Giuliano sopradetto per la sua cattiva volontà la fece ardere insieme coll'altre ossa, e così apare. Questo è provato per papi e per imperadori. E la mascella di sotto e una parte delle gengie e dell'ossa e il piattello ove fu messo il capo, quando gli fu tagliato, sono a Genova, e li Genovesi ne fanno gran festa; e simile festa fanno e saracini di lui. Alcuni dicono, che 'l capo di santo Giovanni è in Amiens in Fiandra, e altri dicono che questo è il capo di santo Giovanni vescovo. Io non so, Dio el sa, ma in qualunque terra si fa onore al buon santo Giovanni: è ben fatto. Dalla città di Sabasta infino a Gierusalem sono XII. leghe.

D'UNA FONTE CHE SI MUTA QUATTRO VOLTE DI COLORE L'ANNO.

Nelle montagne di questo paese è una fonte che IIII. volte l'anno si muta di colore; alcuna volta è verde, e alcuna volta è rossa; una chiara, una altra torbida, e chiamasi la fonte di Iacob. Le gente di questo paese si chiamono Sanmaritani, e furono dagli apostoli convertiti e battezzati, ma eglino non ànno mantenuto la lor dottrina, e mantengono legge per loro discordante da' cristiani, saracini e giudei e pagani. Egliono credono bene in uno solo Dio, e dicono che non è altro che uno solo Dio, il quale ogni cosa creò e ogni uomo giudicherà, e tengono alla bibbia quanto alla lettera, e li V. libri di Muisè col salterio, come fanno e giudei: e dicono, che e' sono diritti figliuoli di Dio; e più d'altra gente amono Dio, e che e' sono eglino e proprii eredi, a chi Dio promisse la eredità. Questi ànno diverso abito dall'altra gente. Per disferenziarsi dagli altri, egliono si invilupono le teste con un lenzuolo rosso, e li saracini si invilupono lo teste con uno lenzuolo bianco; e li cristiani, che abitono in quel paese, s'invilupono le teste con uno panno bianco; e li giudei con uno panno giallo. In questo paese dimorano molti giudei che pagono trebuto, come fanno e cristiani; e se volessi sapere le lettere[64] de' giudei, che sono in quel paese e altrove, sono così fatte colli lor nomi, come vedete qui di sotto.

DELLE CITTÀ CHE SONO NELLA PROVINCIA DI GALILEA, E DOVE NASCERÀ ANTI CRISTO, E DOVE SARÀ NUTRITO, E DOVE REGNIERÀ.

Da questo paese de' sanmaritani, del quale v'ò parlato, si va al piano di Galilea, lasciando e monti da una parte. Ed è Galilea una delle terre de le provincie di promissione; e in questa provincia sono queste città; cioè, Naim, Capharnaum, Bectsaida e Corosaim. Da Bectsaida fu san Piero e santo Andrea: a quattro leghe da Corosaim è la città di Cedar, di cui el salterio parla: Habitavi cum habitantibus Cedar. Anti Cristo nascerà, come dice el profeta: De Babillonia coluber exiet, qui totum mundum devorabit. Questo Anti Cristo sarà nutrito in Betsaida e regnierà in Chapharnum; e però dice la Scrittura: Vae tibi, Corosaim! vae tibi, Bethsaida! vae tibi, Capharnaum! E tutte quelle città sono di Galilea, e sono IIIIº. leghe da Nazareth. Di questa città si fu Simone Cananeo e la femina Cananea, della qual parla el vangelio. Ivi fece il nostro Signiore il primo miracolo alla cena dello Architriclino, quando mutò l'acqua in vino. Ne' confini di Galilea, apresso e monti, fu presa l'arca di Dio: e dall'altra parte è il monte Endor e Hermon, e là d'intorno va un fiume del torrente Sion, altrimenti chiamato el torrente Radamain. Ivi da lato, Barath, figliuolo d'Abimalech, insieme con il figliuolo di Elbora profetessa, vinse l'oste di Idumer, quando il Re Cifaro fu morto con Gebel moglie di Eber Ethath, oltre el fiume Giordano; per forza della ispada uccise Zeber e Salamana. E a V. leghe da Nain è la città di Egeraol, che altrimenti è chiamata Zaraim; della quale città fu Gezebella, malvagia Reina, la qual per forza tolse la vignia di Naabot. Apresso a questa città è il campo di Magredi, nel quale il Re Horia fu ucciso dal Re di Egitto, e dipoi fu portato e soppellito nel monte Sion. A una lega da Zezioel sono le montagnie di Gelboe, ove Saul e Gionatas, che fu così bello, morirono. Per quella cagione David gli maladisse nel salterio, dicendo: Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia. A una lega dal monte Gelboe, verso oriente, è la città di Sacophe, la quale è chiamata Bethsam: sopra le mura di questa città fu appicata la testa del Re Saul.

DEL LUOGO DOVE NACQUE NOSTRA DONNA, E DI QUANTO TEMPO ERA QUANDO FU ANNUNZIATA DA L'ANGIOLO, E QUANTO TEMPO VISSE DOPO LA PASSIONE.

Da poi si va a Nazareth per la montagnia dallato al piano di Gelboe. Nazareth soleva essere gran città e bella, ma ora è una cattiva villa di case sparte, in quanto ella non è murata; e siede in una piccola valle con monti intorno. Ivi nacque nostra Donna, e però portò Cristo il pronome di questa villa. E Ioseph tolse per moglie nostra Donna, esendo d'anni XIIII: ivi salutolla l'angiolo Gabriello, dicendo: Ave, Maria gratia plena etc. Quivi soleva essere una chiesa, ma fu distrutta, nella quale era uno grande altare. E ivi allato è uno pilastro di quella chiesa; e quivi è fatto una piccola abitazione per ricevere l'oferte de' pellegrini, e sì la guardono molto bene e saracini per l'utile che ne tragono. Questi saracini qua sono più cattivi e crudeli che altrove, e ànno guasto tutte le chiese. Ivi è el fonte di Gabriel, dove si soleva bagniare il nostro Signiore quando era piccolino. Di questa fonte lui portò ispesse volte l'acqua a sua madre; e in questa fonte lavò asai volte la nostra Donna e panni del suo figliuolo Giesù Cristo: e da qui infino in Gierusalem sono tre giornate a Nazaret (sic), dove fu nutrito il nostro Signiore. Nazaret si è a dire fiore di giardino, e per buona cagione è chiamata fiore, però che in lui fu nutrito el fiore e 'l frutto di vita, cioè Giesù Cristo. Da Nazaret, a due leghe, è la città di Sephor, sopra a la via che va di Nazareth a Achon; ed a meza lega di là da Nazareth è lo salto del nostro Signiore, perchè avendolo e giudei menatolo sopra uno alto monte, e volendolo gittare per ucciderlo, Iesù Cristo passò pel mezo loro e salì fuori, e montò sopra una alta montagnia, nella quale al presente si vegono li passi: e per questo, quegli che ànno paura de i nimici o di altra gente di male afare, dichino: Iesus autem transiens, per medium illorum ibat; a memoria che Giesù Cristo passò per el mezo e giudei crudeli e scampò sanamente da loro: così sicuramente possono passare e scampare delle mani degli inimici loro. Dopo questo dicano questi due versi del saltero: Irruat super eos formido et pavor in magnitudine brachii tui, Domine: fiant immobiles quasi lapis donec pertranseat populus tuus, Domine, quem tu possedisti. Questi versi si dicono tre volte, e da poi si passa sicuramente; e sapiate che nostra Donna partorì nel quinto decimo anno, e conversò col suo figliuolo benedetto XXXIII. anni e III. mesi; e, dopo la passione del nostro Signiore, visse XXIIII.º anni.

DEL MONTE TABOR, E COME EL GIUDICIO SARA EL DÌ DI PASQUA.

Item, da Nazareth si va al monte Tabor e non v'è altro che IIII. leghe; il quale è bel monte e alto, ove soleva esere asai chiese, ma sono distrutte; e ancora v'è un luogo che si chiama la squola di Dio, ove soleva amaestrare e suoi discepoli, e apriva loro e segreti di Dio. A piè del monte Tabor, Melchisedech, che fu Re di Salem, chiamata poi Ierusalem, al declinare del monte, iscontrò Abraam, il quale ritornava dalla battaglia, nella quale aveva morto el Re Amalech. Item, in questa montagna si trasfigurò il nostro Signiore dinanzi a san Piero e santo Iacopo e santo Giovanni: qui vidono spiritualmente Moisè e Elia profeta, e imperò disse santo Piero a Cristo: Bonum est nos hic esse; si vis, faciamus hic tria tabernacula. Sì vi udirono la voce del Padre, dicendo: Hic est filius meus dilectus, in quo mihi bene complacui: e Iesù Cristo li comandò che non dicesono ad alcuno questa visione, infino che non fussi risucitato da morte a vita. In questo monte e in questo luogo medesimo el dì del giudicio IIII. angeli soneranno IIII. trombe, e risuciteranno tutti e morti, che son morti da poi che fu creato el mondo; e tutti verranno in corpo e in anima dinanzi al cospetto di Dio al giudicio ne la vale di Iosafat; e sarà questo giudicio el dì di pasqua, in quell'ora medesima che risucitò il nostro Signore; e sarà cominciato questo giudicio nell'ora che 'l nostro Signiore discese a l'inferno per ispogliarlo; però che in questa ora spoglierà il mondo e rimunererà gl'amici suoi in grazia, e li nimici a pena perpetua gli condannerà. E in quel tempo arà ciascuno el merito de le sue opere, o bene o male, se la gran misericordia di Dio non anticipa la sua giustizia. Item, a una lega dal monte Tabor è el monte di Emon, e ivi fu la città di Naim, inanzi a la porta de la quale el nostro Signiore e' risucitò el figliuolo della vedova. Item, a tre leghe da Nazaret è il castello di Saffia, dove furono e figliuoli di Zebbedeo e i figliuoli d'Alfeo; e, a V. leghe da Nazaret, è il monte di Caim, di sotto el quale è una fonte; e quivi allato Lamech, padre di Noè, ucciso Caim con una saetta, perchè Caim andava pe' monti a modo d'una bestia, e vivette in quela forma più di CCº. anni, insino al tempo di Noè. Da Saffia si va al mare di Galilea e alla città di Tiberìa, che siede sopra questo mare; e quantunque si chiami mare, non dimeno non è mare nè braccio di mare, anzi è uno lago d'acqua dolce, el quale è lungo Cº. stadii e largo XL; e sonvi dentro di buon pesci; e pel mezo vi core el fiume Giordano. La città non è tropo grande, ma assai magnificenzie vi sono; e là dove si parte el fiume Giordano, all'uscire del mare di Galilea, è un ponte grande, per lo quale si passa da la terra di promissione ne la terra del Re Balsam e ne la terra di Gierusalem, le quale sono tutte d'intorno al fiume Giordano, infino al cominciamento del mare di Tiberìa; e di là si può andare in Damasco in 3. giorni per la regione Traconidia, la quale regione dura dal monte Emon infino al mare di Galilea o al mare di Genezareth, che è tutto un mare. Questo è il lago sopradetto, ma e' muta el nome per le cittade che vi sono sopra; e sopra a questo mare andò el nostro Signore appiè asciutti, e ivi rilevò san Piero, quando era già mezo annegato, quando disse:Modicæ fidei, quare dubitasti? E dopo la sua resuresione aparve un'altra volta a' suoi discepoli sopra questo mare, e chiamandogli che pescassono, empierono le rete di gran pesci. E in questo mare navicò Iesù molte volte, e quivi chiamò san Piero e santo Andrea, san Iacopo e san Giovanni, figliuoli di Zebedeo. Ne la città di Tiberìa si è la tavola sopra la quale el nostro Signiore mangiò co' suoi discepoli dopo la resuresione, el qual non conobono, se non al rompere del pane, come dice el vangelo: Et cognioverunt eum in fractione panis. E apresso a la città di Tiberìa è il monte, ove il nostro Signore con V. pani e due pesci saziò V. mila persone. In questa città per ira fu gittato un tizone ardente dietro a Giesù Cristo; il capo del tizone percosse in terra, e subito rinverdì e crebe in un grande albero, e al presente cresce, e la scorza è ancora abruciata.

DOVE NACQUE SANTA ANNA.