E imperò Giovanni papa vigesimo sicondo gli scrisse, come la cristianità doveva essere unita, e che egliono doverebono ubidire al papa, il quale è diritto vicario di Giesù Cristo e di Dio, al quale Idio dona infinita potenzia di legare e di sciogliere: onde e' doverebono a lui ubbidire.
DELLA RISPOSTA CHE E' FECIONO.
E li greci gli mandorono a dire assai diverse risposte; e, tralle altre cose, egli dissono: Potentiam tuam summam circa tuos subditos firmiter credimus, superbiam tuam summam tollerare non possumus, avaritiam tuam satiare non intendimus; dominus tecum quia nobiscum est Dominus. E altra risposta non potè lui avere da loro. Queste parole latine per più intelligenzia de' vulgari così suonono: la tua potenzia, circa alli tuoi subditi, firmamente credemo; la tua somma superbia non possiamo levare (sic), la tua avarizia non intendiamo saziare: sia el signore teco, perchè con noi è.
DELLO ERRORE DE' GRECI CONTRO ALLA CONSECRAZIONE DEL SACRAMENTO.
Item, fanno el sacramento dell'altare di pane lievito, e dicono, che noi erriamo di farlo col pane non lievito, perchè el nostro Signiore lo fece alla cena di pane lievito; e nel giovedì santo eglino fanno il loro pane lievito per memoria della cena, e sì lo seccano e poi lo conservono tutto l'anno; e di questo ne dànno agl'infermi in luogo del corpo di Cristo; e egliono non fanno punto d'unzione nel battesimo, nè alli infermi; ma nota che ora si conformono con noi nel modo del consecrare; e dicono che non è punto purgatorio, e che l'anime non ànno punto d'allegreza infino al dì del giudicio.
UNO ALTRO ERRORE.
E dicono, che fornicazione non è peccato mortale, imperò che quela è cosa naturale, e che nisuno uomo nè femina se debe maritare altro che una sola volta.
UN ALTRO ERRORE.
E che sono bastardi quegli figliuoli di quegli che si maritono più d'una volta, e sono generati in peccato; e disfanno il matrimonio per piccola cagione. E gli loro preti si maritono; e dicono, che usura non è punto peccato mortale; e vendono e benifici della chiesa, sì come altrove si fa, che gli torna gran danno e vergognia; imperò che ogni simonia è riprovata; onde che la santa chiesa è maculata; e così mancando lei nelle buone opere, el mondo non può aver buono stato.