Questa brutta razza si distingue, come indica il suo nome, dal collo sprovvisto di piume o ricoperto invece di una pelle aggrinzita o rossa come il sedere della bertuccia. La testa è anche nuda, salvo sul vertice da dove ricadono indietro delle piume molto fini, di modo che l'animale appare ciuffato; ma l'assenza totale di qualsiasi accenno ad una protuberanza emisferica nella parte anteriore del cranio ove spunta lo pseudo ciuffo è lì a dimostrarci che non abbiamo a fare con una razza ciuffata.
Da quanto ho detto emerge chiaro che le piume che rivestono il vertice della «Collo nudo» e che ricadono indietro a guisa di capelli danno l'idea d'un ciuffo perchè sono isolate dalla nudità completa della testa o del collo, ma che in realtà non rappresentano affatto un ciuffo.
La prima volta che comparve al pubblico questa razza fu alla mostra internazionale di Vienna del 1875 espostavi dalla signora Szeremley di Elisabethstadt in Transilvania: i campioni esposti erano di provenienza turca e vennero chiamati «türkische Hühner» (polli turchi), «Szeremleyhühner» (polli Szeremley), «Siebenbürger Sperber» (cuculi di Transilvania).
Un noto scrittore in materia avina, il sig. Marquardt, racconta che la giuria della mostra viennese del 1875 era molto imbarazzata nel dover giudicare la nuova e sconosciuta razza: gli uni pensavano che i campioni esposti dalla signora Szeremley rappresentavano delle mostruosità gli altri ricorrevano colla loro immaginazione ad una mistificazione provocata dallo strappamento delle penne del collo, ma grazie, all'intervento di qualche ungherese, a cui la razza era già nota nel proprio paese, vennero tolti dall'imbarazzo i poveri giurati.
Pur tuttavia è accertato che prima del 1875 epoca nella quale la signora Szeremley fece conoscere questa strana gallina, la razza a collo nudo era già nota in alcune contrade della Transilvania e dell'Ungheria, ove venne sempre designata sotto la strana denominazione di «Puka Truk» (gallo tacchino), appunto perchè la si vuole derivata dall'unione mostruosa del tacchino colla gallina comune di Transilvania. La voluta origine di questo pollo dal tacchino è basata sulla conformazione del collo molto analoga a quella del tacchino. Questa azzardata opinione venne a suo tempo sostenuta con molto calore dal dr. Klusch di Schäszburg in Transilvania in un suo lavoro sulla polleria di Transilvania pubblicato nella gazzetta avicola di Dresda «Blätter für Geflügelzucht, 1879.»
Nei cortili di campagna, dove si tengono diverse specie di volatili alla rinfusa, non si bada troppo alla proporzione fra i rappresentanti dei due sessi, così si hanno sopra 15 e 20 tacchine soltanto uno o massimo due maschi, mentre che per lo contrario per galline si tengono molti galli. In questi cortili vennero talvolta osservati dei polli pelati più o meno alla testa ed al collo, ma nessuno vi fece mai caso: si pensava che il volatile o era così mal ridotto in seguito o a effetto senile ed allora lo si vendeva al mercato: ma se invece era giovane si andava all'idea che trovavasi in piena muta ed in tal caso si pensava che nell'inverno avrebbe rimesse le penne perdute.
Gli israeliti della Transilvania e dell'Ungheria sono forti incettatori di pollame vecchio ed ingrassato, così è naturale che quasi tutti quei polli pelati capitavano nelle loro mani. Costoro impararono ad apprezzare le preziose qualità economiche di questi polli tanto brutti in apparenza, ma tanto più belli nel tegame: da veri sfruttatori di tutto ciò che sa di utile, quegli ebrei non vennero meno al precetto fondamentale della loro razza che suona: «utilizzare ciò che rende» e perciò adibirono per la riproduzione qualche campione spennato, brutto, ributtante, ma utile. Per qualche tempo essi continuarono a godere quei prodotti, finchè sopraggiunse un ukase verso il 1876 che vietò loro il consumo di quelle carni. I polli pelati, tenuti sino allora in onore dagli israeli, passarono nelle mani del popolo che potè poi più facilmente, per tradizione trasmessa dai primi, apprezzarne le preziose qualità economiche.
Le investigazioni praticate sin qui dal citato dr. Klusch gli fecero conchiudere che in diverse località della Transilvania si trovano polli i quali derivano con tutta probabilità dagli antenati dei moderni Collo nudo; ma in principio gli stessi non dovevano però avere il collo tanto stranamente e regolarmente nudo come i tipi attuali, ma bensì vestito soltanto del fusto delle penne e nudo interamente soltanto alla gola ed al principio del petto. Ciò venne sempre confermato da persone dimoranti in quelle contrade e che ebbero continuamente a meravigliarsi di osservare con alquanta frequenza siffatti polli spennati e abbastanza diversi nelle forme dagli altri confratelli del pollaio. È naturale che la pelle del collo, essendo scoperta, doveva risentire dell'influenza dell'aria e perciò indurirsi, e stante la maggiore affluenza del sangue, colorossi di rosso come nel tacchino. Così si formarono indubbiamente gli attuali tipi della razza Collo nudo di Transilvania.
Per maggiormente confortare la sua elaborata ipotesi, il dottor Klusch esamina la razza come è attualmente nel suo aspetto generale e viene alla seguente conclusione pratica:
«Il gallo adulto della razza Collo nudo ha la grandezza d'una piccola tacchina comune, le gambe alte, robuste, liscie e leggermente impiumate ed il corpo allungato. Se ci figuriamo tolta la cresta dal capo allora ci si presenta un animale che nell'assieme, ordinariamente nella metà anteriore del corpo, assomiglia fedelmente ad una tacchina. Il corpo allungato viene raramente portato ad angolo retto col collo, ma forma piuttosto una superficie obliqua della quale ne differiscono di molto il petto, il collo e la coda. Il movimento del corpo, specialmente del collo e delle gambe, assomiglia anche a quello della tacchina e particolarmente negli animali non ancora perfettamente adulti.