Esempi salienti che illustrano il principio dell'associazione delle abitudini utili con atti dovuti all'eredità li riscontriamo anche nei polli. Così è caratteristica la camminatura goffa e ridicola della razza cocincinese, della razza padovana nana — quest'ultima specialmente provoca il riso poichè, le gambe estremamente corte, obbligano l'animale a muoversi come le anitre che dimenano il corpo saltellando. I polli padovani veggono poco a causa dell'impedimento del loro enorme ciuffo e perciò camminano colla testa alta ed il loro collo allora ha un tremolìo non molto dissimile da quello dei pavoni. Ma l'esempio il più interessante di associazioni ereditarie ce l'offre il tacchino maschio. Questo animale, cretino per eccellenza, cambia a vista d'occhio il colore della sua faccia caruncolosa e gli occhi, o per lo meno le parti ad esso immediate, entrano maggiormente in azione. Difatti il Darwin giustamente osserva che le diverse condizioni d'animo, si manifestano molto spesso colla vista: qui vi è dunque un'associazione di date condizioni d'animo con una sensazione quale è la vista e perciò gli organi di questo senso, gli occhi sono quelli che subiscono l'influenza di molte sensazioni e per conseguenza, nel tacchino, le parti immediate all'occhio cambiano maggiormente di colore.

Epperò vi sono atti che vengono compiuti in date circostanze indipendentemente dall'abitudine, e che sembrano dovuti alla imitazione ovvero ad una specie di simpatia: ad illustrare questa affermazione del Darwin noi possiamo citare il fatto non molto raro delle galline che cantano come i galli e che talvolta, dimentiche del loro sesso gentile, sogliono anche corteggiare le compagne caracolando e strisciando le ali proprio come il più focoso gallo. A chiunque ha tenuto colombi non sarà certo sfuggita l'osservazione che talvolta le femmine sogliono disimpegnare, ben inteso illusoriamente, le funzioni amorose del maschio e nemmeno possiamo passar sotto silenzio la libidine furibonda del maschio dell'anitra, del tacchino, ecc. che spesso e volentieri si permettono l'atto mostruoso di darsi all'amplesso amoroso colle galline. Le galline che cantano, i tacchini e le anitre che compiono atti incestuosi, sono ritenuti di cattivo augurio dal popolino e spesso pagano colla vita i loro abusi di libidine.

Agli atti per abitudine, a quelli per imitazione e simpatia, il Darwin aggiunge quelli dovuti alle così dette azioni riflesse, azioni che egli attribuisce alla eccitazione d'un nervo periferico che trasmette la sua influenza a date cellule nervose le quali, alla loro volta provocano l'azione di muscoli o di determinate ghiandule, tutto ciò, almeno nella maggior parte dei casi, può esser prodotto senza veruna sensazione. La tosse, lo starnuto, la respirazione, ecc., fanno parte delle azioni riflesse che potremo altrimenti definire come azioni involontarie. I sussulti causati da rumori e mosse repentini si manifestano nei volatili anche sotto forma di azioni riflesse come sarebbero, per esempio i battiti del cuore che sollevano il petto con violenza, la contrazione dell'iride, allorchè la retina viene irritata da viva luce, ecc. Le azioni riflesse che rispondono ad un bisogno acquisito possono variare leggermente, e ciò indipendentemente dalla volontà e dall'abitudine, se dovranno adattarsi ad un bisogno determinato.

Finalmente poniamo termine al primo principio della espressione citando due esempi di azioni riflesse rilevate dal Darwin:

«Il potere straordinario che ha il pollo, pochissime ore dalla nascita, di dar di becco a piccole briciole onde nutrirsi, sembra esser messo in azione dal senso dell'udito; perocchè nei polli nati a calore artificiale, un buon osservatore trovò che battendo coll'unghia sopra una tavola, in modo da imitare lo strepito cui fa la chioccia, ei potè loro apprendere a pigliare il nutrimento.» Cotal fatto è certamente noto a più d'un allevatore e noi lo conoscevamo per propria esperienza indipendentemente dalla lettura del Darwin. Un esempio abbastanza analogo lo abbiamo anche nei polli adulti che, chiamati, vengono a prendere il pasto e similmente nei colombi, nei tacchini, ecc. Veramente in questo caso non vi è estranea l'educazione data ai volatili per far loro comprendere la chiamata al pasto, mentre che nell'esempio dei pulcini abbiamo un accorrere spontaneo indipendente dall'educazione; ma vuolsi considerare che nei volatili domestici l'udito si è assuefatto da diverse generazioni alle chiamate dell'uomo e che l'atto del correre verso di lui per sfamarsi è diventato in tal caso un'abitudine ereditaria messa in azione dall'udito. Il secondo esempio del Darwin che riguarda le azioni riflesse nei volatili lo abbiamo nell'anitra tadorna:

«L'anitra tadorna vive sulle sabbie lasciate allo scoperto dalla marea, e quando scopre la traccia di un verme prende a battere il suolo, quasi danzando sopra il pertugio, onde ne esce il verme. Ora il signor St. John riferisce che quando le sue anitre tadorne addomesticate venivano a chiedergli il cibo, battevano il terreno con un movimento impaziente e rapido. Questo può dunque considerarsi quasi come il loro modo di esprimere la fame.»

Principio dell'antitesi.[3] — Il Darwin illumina questo suo principio con esempi molto convincenti, ma nelle sue osservazioni non entrano in ballo i nostri volatili e perciò ci è caro di citare un esempio pratico che non può sfuggire alle osservazioni dell'avicultore.

Immaginatevi una splendida giornata primaverile: il fiero gallo, circondato dalle sue galline, gode ora scorazzando sul verde prato, ora sdraiandosi sui fianchi al sole ora spolverandosi nella sabbia, ergendo le penne per meglio usufruire del calore solare e del beneficio del bagno di sabbia. Supponete che tanta felicità venga improvvisamente disturbata dall'avvicinarsi d'un gallo rivale: voi vedrete allora il pacifico sultano diventar furibondo all'istante, le piume arruffate del corpo vengono lisce, quelle del collo si rizzano smisuratamente, l'occhio dapprima languido di languore orientale diventa terribilmente truce, il povero Don Giovanni del pollaio batte le ali e guarda fisso l'avversario. Come spiegare questo contrasto di espressione? Stando dunque alla teoria del Darwin possiamo dire che i movimenti esprimenti la collera nel gallo sono in antitesi a quelli esprimenti il benessere e che in generale gli atti che stanno in antitesi fra di loro sono innati o ereditari giacchè corrispondono alle differenti razze di galline.

Principio degli atti dovuti alla costituzione del sistema nervoso. — Il Darwin sostiene che l'organismo non esegue alcun movimento che non sia determinato dalla costituzione del sistema nervoso, e che in tal caso non si tratta di atti compiuti sotto l'impero della volontà o dell'abitudine, nè di quelli provenienti dal principio dell'antitesi.

Le sensazioni di dolore nelle specie avine sono molto visibili dagli atti che fa l'animale tormentato e sono appunto questi atti che stanno in relazione col sistema nervoso, epperò generalmente gli stessi sono anche compiuti, benchè parzialmente, sotto l'impero della volontà. Così osserviamo, p. es., una gallina che trovasi in procinto di deporre l'uovo: la povera bestiola dà segni manifesti che è tormentata da un dolore poichè manda gemiti interrotti e rauchi, la respirazione è affannosa, il corpo è in sudore — evidentemente tutti questi atti stanno in relazione col sistema nervoso e sono indipendenti dalla volontà, epperò non si può disconoscere che, coi gemiti interrotti e rauchi, la gallina si sforza di sfuggire al dolore che la tormenta. La gallina che cura l'incubazione delle uova è anche sotto l'impero di forti sensazioni nervose: così essa è invasa da un tremore muscolare causato dalla febbre che la divora. E non è meno saliente l'esempio dei polli quando si ammazzano: la vittima si contorce fortemente tanto che fa mestieri trattenergli le ali e le gambe — con tale atto il pollo è spinto dal dolore a sfuggire alla causa che lo produce.