Merita speciale attenzione ciò che dice il Darwin a proposito degli animali feriti: «Allorchè una ferita aggrava una estremità, od un'altra parte isolata del corpo, si constata di spesso nell'animale una disposizione a scuotere questa parte, quasi ei potesse contemporaneamente scuotere il male e sbarazzarsene. Gli è così che dovette stabilirsi l'abitudine di mettere energicamente in giuoco tutti i muscoli sotto l'influenza di un vivo dolore.»

Abbiamo visto che nell'espressione della sofferenza gli organi della voce entrano essenzialmente in azione e perciò il Darwin si domanda in proposito che il fine utile che raggiungono queste grida medesime ha dovuto probabilmente aver anche un uffizio importante; e difatti come egli osserva giustamente, vediamo i piccoli di molti animali, nel dolore o nel pericolo, chiamare fragorosamente i genitori al soccorso: i pulcini dei polli, delle anitre e delle oche abusano come ognuno sa degli organi della loro voce, e talvolta chiamano sì incessantemente la madre, che finiscono per esaurire le loro forze vocali; ma assieme alla voce vengono messi in giuoco tutti i muscoli e perciò il momentaneo esaurimento degli organi vocali agisce sfavorevolmente sulle condizioni di salute delle povere bestiuole. Simili casi si verificano spesso colle cattive chioccie che non curano sempre bene la loro prole.[4]

Le sensazioni del furore si manifestano nelle specie avine anche con atti speciali dovuti ad una irritazione generale del sistema muscolare: così vengono accelerati i battiti del cuore, i muscoli del petto entrano in azione ed il corpo trema tutto — egualmente le parti caruncolose della testa, le guance specialmente, diventano più rosse del solito.[5]

La gioia nei volatili ha anche sintomi caratteristici che non possono sfuggire alla nostra attenzione e che consistono talvolta nell'esecuzione di movimenti inutili e, più spesso ancora, nell'emissione di suoni speciali. Non vi è mai capitato di osservare una nidiata di pulcini al mattino quando escono dal loro nido? Non vi è spettacolo più gaio — quelle piccole bestiuole dànno segni evidenti di gioia percorrendo rapidamente tutto il locale d'allevamento e pigolando di contentezza. Il gallo canta la sua vittoria, canta i suoi amori ed all'impiego dei mezzi vocali aggiunge un portamento fiero che indica gioia, soddisfazione.

Il terrore fa tremare il corpo[6]. Darwin così racconta il terrore di cui furono invasi un canarino ed un pettirosso: «S'è visto un canarino atterrito, non solo tremare e venir bianco attorno la base del becco, ma benanco svenire, ed un giorno io coglieva in una stanza un pettirosso, il quale tramortì in maniera ch'io per un momento lo credetti morto.»

Il Darwin scinde le emozioni e le sensazioni in due categorie:

Fanno parte della prima categoria: la collera, la gioia, mentre che un vivo dolore, la tristezza, lo spavento, ecc. sono sensazioni deprimenti.

Mezzi d'espressione dei nostri volatili domestici. — Dopo la rassegna dei tre principii generali della espressione passeremo ad esporre i mezzi d'espressione nelle specie avine. Abbiamo già visto che in diverse sensazioni entrano in azione anche gli organi vocali: gli stessi sono dunque mezzi d'espressione.

Le diverse specie avine mandano, sotto l'influenza delle varie sensazioni ed emozioni, suoni particolari di cui ognuno corrisponde ad uno stato d'animo, e detti suoni sono certamente ereditari.[7]