Provatevi a mettere due galli assieme a poche galline, e vedrete che il più forte terrà a bada il più debole, proibendogli assolutamente le carezze alle galline. Quel povero sfortunato in amore, nei più dei casi, non tarderà a soccombere di dolore negli strazi d'un amore svanito.

Tuttavia, siccome ogni regola conta le sue eccezioni, così talvolta osservasi un'alleanza fra due galli, un'alleanza che mira all'unione delle galline con ambedue i galli. In tal caso non di rado si osserva però una simpatia speciale di talune galline per un gallo piuttosto che per l'altro, ed allora formansi due famiglie divise: questo sembrerà strano, ma l'esperienza lo dimostra.

Queste alleanze si verificano costantemente nella razza Bantam ed in particolar modo nella varietà Sebright. Sarà difatti noto a tutti gli avicoltori che questa graziosa razza inglese offre il vantaggio di potere unire sempre diversi galli, magari con un numero inferiore di galline, senza punto temere che quei compiacenti mariti abbiano a rompersi reciprocamente le corna per la gelosia. Questa scambievole tolleranza bisogna ricercarla nel fatto che, nella razza Bantam Sebright, il gallo feconda male la gallina, anzi alcuni di questi impotenti riescono addirittura sterili. Un cotal fenomeno è d'altronde difficile anzi difficilissimo a riscontrarsi nelle altre razze.

I compiacenti galli Sebright, consci della loro debolezza, cercano d'aiutarsi a vicenda per perpetuare la loro discendenza, e, ligi alle teorie darwiniane, cercano in un'alleanza a base di compiacenza il modo di risolvere in comune ciò che uno solo difficilmente potrebbe conseguire. Questi piccoli filosofi conoscono bene il motto: «l'unione fa la forza.»

A proposito di simpatia, ne volete sentire una bella? Eccovela: lo scrivente ebbe l'occasione di mettere assieme due galli polverara con cinque galline: ebbene, il credereste? nessuna di queste ultime correva mai alle chiamate premurose di un gallo, mentre che l'altro era un tesoro, l'idolo di tutte. Come spiegarsi cotal fatto? Dietro indagini eseguite sullo aspetto esterno dell'animale tanto abborrito, ci venne fatto di osservare che i cornetti di questo disgraziato erano eccezionalmente sviluppati in paragone del gallo favorito.... Al cortese lettore i commenti ed ai fautori della selezione le modifiche da apportare a quella escrescenza caruncolosa della razza polverara onde renderla meno sfortunata in amore.

Ma se la gelosia del gallo è potente verso i suoi rivali, la stessa, è più potente ancora fra le galline, tanto che talvolta riesce impossibile di mettere di botto una gallina nuova arrivata in un branco. Le feroci comari le si avventano contro furiosamente beccandola sul capo al punto di denudarle magari il cranio. Forse, così praticando, quelle spietate intendono di renderla antipatica al loro legittimo marito. Il gallo ordinariamente, vede di buon occhio la nuova venuta e subito le fa richiesta di matrimonio; la poverina vorrebbe accettare, ma uno sguardo fugace dato alle comari la persuade che val meglio di rinunziarvi provvisoriamente. Poveretta, essa non sa più a qual santo votarsi, ma finalmente cede.... perchè non sa dire di no, e, vittima dell'amore, aspetta giustizia sommaria delle sue rivali. Queste spietate, le rinfacciano la sua audacia a colpi di becco, ma dopo un po' di tempo finiscono per persuadersi che il loro sultano è padrone della nuova favorita, e che bisogna rispettarla.

Ed ora ci resterebbe a parlare dell'amore dei capponi — amico lettore, leggete Costantinopoli di De Amicis, e vi convincerete che l'amore di questi sventurati è l'amore degli eunuchi del Serraglio che egli ha saputo descrivere con una pietà che vi spezza il cuore: quelle pagine vergate da quella penna di oro, vi potranno benissimo anche ricordare i vostri poveri capponi. Pare strano ed incredibile, ma le galline hanno una tenerezza speciale per i capponi: bisogna proprio ammettere che la compassione ne sia il movente. Però talune galline, quelle di costumi corrotti, si beffano di quei poveri disgraziati, oltraggiandoli colle loro ironiche seduzioni. Poveri sventurati! e pensare che siete tanto buoni.... lessati.

La febbre amorosa che strugge il gallo si manifesta nel suo canto, il canto d'amore: quanta melodia, quanto impeto di passione amorosa sgorga da quel suono vibrato e sonoro! Di notte verso le due, il gallo intuona il suo primo canto d'amore del giorno che sorge, per ricordare alle sue odalische che egli è sempre vivo, sempre pronto ai loro ordini, che egli è infine sempre il sovrano, il padrone dello harem.

Non così si può dire della gallina. Questa non intuona il canto d'amore, tuttavia talvolta canta anche la gallina. Simili soggetti vengono considerati dal volgo come ermafroditi. Ma se alla gallina fa difetto il canto d'amore, essa ha un canto speciale per esprimere il suo amor materno. E giacchè ci siamo, tocchiamo gli argomenti sublimi: l'amor paterno, materno e fraterno: innalziamoci dunque nelle alte sfere del sentimento.

È il gallo un buon padre? Sicuro: anzi la sua bontà è talvolta infinita. Date uno sguardo al cortile, ammirate la chioccia che guida la sua nidiata; il gallo guarda quel quadro gentile con viva compiacenza pensando che tutta quella società di marmocchi è frutto dei suoi ardenti amori. Sono abbastanza numerosi gli esempi di galli che accolgono delle intere schiuse sotto la loro diretta protezione; dei galli insomma, che disimpegnano benissimo le funzioni di chioccia.