DISTICHON

Unus adest triplici mihi nomine vultus in orbe;
tres dixere Chaos, numero Deus impare gaudet.

HEXASTICHON

Mintiadas inter fulicas mihi sueta phaselus
currere, nunc tumidis aequore fertur aquis.
Quonam tanta animi fiducia? Nobile sidus
adstitit en capiti quae praeit Ursa meo.
Ursa potens mundi, firmo quem torquet ab axe,
ursa potens pelagi, qua duce nauta canit.


PREFAZIONE

Or pervegnuti siamo al centro confusissimo di questo nostro[129] Caos, lo quale ritrovasi ne la presente seconda «selva» di varie maniere d'arbori, virgulti, spine e pruni mescolatamente ripiena, cioè di prose, versi senza rime e con rime, latini, macaroneschi, dialoghi, e d'altra diversitade confusa, ma non anco sí confusa e rammeschiata che, dovendosi questo Caos con lo 'ntelletto nostro disciogliere, tutti gli elementi non subitamente sapessero al proprio lor seggio ritornarsi.

TRIPERUNO.

D'errori, sogni, favole, chimere,[130]
fantasme, larve un pieno laberinto,
ch'un popol infinito, a larghe schiere,
assorbe ognora, tien prigione e vinto,
voglio sculpir non ne l'antiche cere,
non ne le nove carte; anzi depinto
di lagrime, sudor, di sangue schietto
avrollo in fronte sempre o 'n mezzo 'l petto.