M a parte ancora, di piú verde etade,[136]
I ntenti sono a giovenili giochi,
L otte, salti diversi e slanzar dardi.
I n altra parte s'usan dicer versi,
T occar sampogne e contrastar di rime.
A ltri, de' piú attempati, di lor gregge
T rattano, s'han piú spesa che guadagno.
V adon e riedon altri, piú robusti,
R icercando le mandre, ove ben spesso
V olpe, lupi selvaggi e piú gli umani
S oglion discommodar lor santa pace.
I n ogni lor impresa vanno lieti,
A mandosi l'un l'altro con gran fede,
M ercé che 'l capo lor sa l'arte a pieno.
I vi raccolto fui nel dolce tanto[137]
N umero lor e fatto di sua prole.
G iá in mezzo al corso di sua lunga via
R otavasi la notte, passo passo:
E cco, dal sommo d'una capannella,
D ove molti pastori guarda fanno
I nsieme al grande armento con lor cani,
O desi, dentro una mirabil luce,
R esonar canti e dolce melodia.
P orgon l'udita e sentono che — Gloria
I n excelsis — dicean i bianchi spirti;
E d avvisati dove 'l Salvatore
N asciuto giace, lá, con allegrezza
T osto da noi partiti, s'avventaro
I n quella banda che fu lor mostrata.
S ol io ritratto in parte for de gli altri
S edevami pensar tal novitade,
I n fin che, ritornati, cose orrende,
M ai non udite piú, d'un fanciullino
A noi contaron di stupor insani.
E cco, senza far motto alcun ad elli,[138]
T utto soletto quinci mi diparto,
E sollevando gli occhi al ciel sereno
V idi una stella rutilar fra l'altre,
A nti scorgendo sempre il mio sentero,
N é mai fermossi fin che al santo loco
G iunto non mi vedesse e poi smarritte;
E d una voce ancor dal ciel mi venne,
L a qual dicea: — Felice criatura,
I o son quella verace e schietta donna
C he vai cercando in terra e stommi 'n cielo.[139]
A ltea mi chiamo: or entra qui sicuro. —
E poi ch'ebbe parlato, un bel concento
S'udiva d'arpe, cetre, plettri e lire.
T acendo poscia, fu non so chi disse:
TERSICORE
Or tienti fermo e non girar altrove,[140]
o spirto avventuroso, di tal guida;
ma cauto va', ché un lupo non t'uccida,
lo quale altrui dal dritto calle smove.
Né da l'antiche leggi, per le nove,
sia mai, se non Iesú, che ti divida,
lo qual non pur è saggia scorta e fida,
ma via che da vertú non si rimove.