Ben vedi a quanta gloria il ciel ti degna,
ché Dio (qual nome dirsi può maggiore?)
volse adempir sua legge in tuo conforto.[141]
Egli farsi uomo sol per te non sdegna,
e guida tal, che 'n questo uman errore
conduceratti di salute in porto.
TRIPERUNO
Io ben intesi di tal voce il sòno;
ma, lasso, che servarla fui poi tardo!
E so che quanto tuttavia ragiono
non vien inteso; ma sotto 'l stendardo
de l'Orso grande, ove posto mi sono,
spero dir chiaro senza alcun risguardo.
Or dunque in una grotta entrai soletto,
con passo lento e colmo di sospetto.
Qui la piú bella, onesta, saggia, umile[142]
donna che mai Natura, col sopremo
suo sforzo e col di rado usato stile,
finger potesse in questo ben terreno,
avea sul strame, in loco abbietto e vile
(trovavasi al bisogno troppo estremo)
riposto un suo nasciuto allor infante,
nudo, a la rabbia d'aquilon tremante.
E se d'un bianco e liggiadretto velo,
levandosi 'l di testa, non fatt'ella
qualche riparo avesse al crudo gelo,
pensato avrei che 'l parvolino in quella
paglia mancar dovesse, e lui, che 'n cielo
volge coi giri soi ciascuna stella,
stringesse la stagion orribil: tanto
prender gli piacque di miseria il manto!
Con quel contratto volto ed alto ciglio
ch'alcuno mira cose strane e nove,
stavami prono a contemplar quel figlio,
sí di me stesso for, che men del bove,[143]
de l'asinelio men, ebbi consiglio
di riconoscer lui che 'l tutto move
essersi carne fatto, non per boi,
non altri bruti, no, ma a servar noi.
Un for di stile e d'uso uman sembiante,
una celeste angelica figura
di quel nasciuto allor allor infante
fu, ch'al veder mi tolse ogni misura.
Ché s'al visibil sol non è costante,
or che al divin potea nostra natura?
Bench'era in carne ascoso, pur non pote
di fora non aver de le sue note.
Non che 'ntendessi allora la cagione
ch'io fussi in quel fanciullo sí conquiso;
ma, vinto da non so qual passione,
piú tosto che ritrarmi dal bel viso
lasciato avrei non pur le belle e bone[144]
cose del mondo, ma anco il paradiso.
E finalmente io, sciocco (temo a dirlo!),
stetti piú volte in voglia di rapirlo;
rapirlo meco in parte ove sol io,
nutrendol prima, l'adorassi dopo,
sperando non mai fôra ch'altro Dio
maggior di lui mi soccorresse a l'uopo;
quando che 'l mundo tant'era in oblio,
che l'indo, il mauro, il scito e l'etiòpo
cingevan il gran spazio, ove chi 'l sole,
chi 'l mar, chi un sasso, chi 'l suo rege cole.