TRIPERUNO
Io sospicai di troppo esser audace,
volendo e te sapere e l'opre tue:
però mi volsi adrieto per mia pace.
NATURA
Anzi dal Padre destinato fue
che sol da l'uomo l'esser mio s'intenda
fin a la meta de le fiamme sue;
ma che l'ottavo cerchio non trascenda,
se non quando abbia seco parte in cielo
e l'alto pegno, d'onde 'l tolse, renda.
Ch'i' sia la tua Natura non ti celo,
da Lui fatta del mondo servatrice
sempre, se sempre dura l'uman velo.
TRIPERUNO
Dunque sei quella mastra, quell'altrice,
quell'onoranda madre, quella grande[307]
di Dio ministra e del mio ben radice?
Ecco se lunge tua beltá si spande,
o causa se non prima, almen seconda,
ecco se chiara sei da tutte bande!
Verd'è la terra, gialla, rossa e bionda,
che 'l tuo pennello intorno mi la pinse
e mi la rese agli occhi sí gioconda.
E 'l ciel ne lodo, e lui che il mondo avvinse
di quel forse non mai solubil groppo,
né men chi a l'opra nobile t'accinse.
NATURA
Saggio animal, pur son colei che 'ngroppo
le fila ch'altri lá dissopra ordisce:[308]
lieta ne vo, ma non sicura troppo.
Anzi 'l vivo pensier, che m'addolcisce
pensando al tuo, non pur al mio decore,
sento che passo passo in me languisce.[309]
Deh! non fallir, alma gentil, amore,
che ad esser ti degnò suo dolce obietto,
dandoli tu, de cui si pasce, il cuore!
TRIPERUNO
Il cuor a lui giá diedi, ed ogni affetto
ho di seguir e non lasciarlo unquanco
per non privarmi del suo bello aspetto.
Non sazio mai, non mai vedrommi stanco[310]
mentre mi volgo a contemplar ognora
l'amor per cui di gioia mai non manco.
E pur se dubbia sei, madre, né ancora
ben stabile considri esser il chiodo,
battil cosí che mai non esca fora!