In particolar modo la sommossa di Vienna cresce baldanza alle dimostrazioni patriottiche e a determinare i propositi più risoluti.

Il popolo veneziano che vuol rivendicare patria, esistenza, libertà, come una larga onda furiosa corre alle carceri, ne rompe le sbarre, libera il Manin e il Tommaseo e li porta in trionfo.

Sulle antenne della Piazza s'inalza la bandiera dei tre colori, e come a promessa di vita novella tutti le si stringono intorno; i nobili quasi sentissero più solenne l'orgoglio della gloria vetusta, il ceto mezzano che alla patria dava affidamento di un felice presente e segnava le vie per l'avvenire, il popolo che obliava gli antichi e i recenti servaggi brandendo le armi nel nome della libertà.

E i raggi del sole, riflettendosi sulle ampie vetrate di San Marco, si spargevano intorno come un'aureola gloriosa; e il palazzo dogale pareva irradiarsi di quella luce, che dovea risplendere un istante sulla meravigliosa epifania italiana.

Donde venne, mi ridomando, a quel fiacco popolo veneziano l'audacia della ribellione?

Chi avrebbe potuto sospettare che nel silenzio della laguna si celasse tanta gagliardia?

Gli è, signori, che nelle rivoluzioni del popolo come nelle manifestazioni del genio, vi sono forme ed aspetti diversi. Come v'è la mente che svolge ciò che altri prepararono e v'è il genio che appare solitario e improvviso, così v'è la insurrezione apparecchiata con ordinamento preconcetto e voluto, e v'è la ribellione repentina e impulsiva, che nulla continua, che rifà tutto.

Sono queste, di solito, le rivoluzioni dei popoli miti, tanto più terribili quanto più lunga e pecorile fu la pazienza; come più tremenda scoppia a un dato momento la collera nelle indoli tranquille, riposate, serene, che nelle nature per abito risentite, violenti, subitanee.

Sono queste le rivoluzioni che, anche se vinte e domate, preparano e maturano l'avvenire e rigenerano i popoli neghittosi, togliendoli a una torpida pace. Così il navigante fra le bonacce insidiose dell'Oceano invoca qualche volta la bufera che potrà sospingerlo ad un porto.

La palude morta avea infuso nelle vene di Venezia la febbre violenta della libertà, e al popolo insorto i dominatori sgomenti non seppero rifiutare la istituzione della milizia cittadina.