E Venezia, vuota di sangue e di denaro, avea fame.

Quando più non eravi nutrimento per un giorno solo, il Manin cedè alla fortuna del nemico, e trasmise la podestà dittatoria al Municipio. S'è trovata fra le carte del Manin questa nota, che esprime nella sua brevità tutta la grande angoscia di quel momento: Finito contemporaneamente viveri, polvere, denaro, speranze.

Venezia moriva nelle sue verdi acque. Il canto del poeta le suonava intorno:

Venezia! l'ultima

Ora è venuta;

Illustre martire

Tu sei perduta.

Il morbo infuria,

Il pan ci manca

Sul ponte sventola