L'avvocato Zaeli, solo al mondo, dacchè suo padre, amico del dottor Grim***, ebbe cessato di vivere, apprezzò la giovinetta pura come il fiore sbucciato nell'ombra, e la scelse a compagna della sua vita. Fu una grande consolazione per l'ottimo dottor Grim***! eppure nel giocondo palpito del suo cuore paterno suonò una campana dolente:—Ah! se al nascer della bambina avessi sottoscritto un'assicurazione a termine fisso, ecco che all'età del matrimonio potrebbe essa riscuotere una somma che io chiamerei provvidenziale.—

Gli sponsali erano fissati nella primavera e la primavera era già comparsa col suo diadema di verde e di azzurro, ma assai più bella che nei prati e nel cielo, sorrideva festosa nell'anima dei due innamorati.

Il brutto fatto accaduto in quei giorni, aveva sparso una tinta di tetraggine in casa Grim***, tanto prossima all'abitazione delle due disgraziate signore Rigotti; ma siccome al dott. Grim*** non garbavano a lungo le cose meste, dispose per il giorno primo di giugno le nozze; e Tonino spiccò un salto. Oppresso da mane a sera dalla memoria di quel colpo, di quel grido, di quel cadavere disteso all'ombra del fico, Tonino aveva bisogno di allontanare le cattive immagini dal pensiero, e a tal uopo giovavano mirabilmente le nozze di sua sorella, che a guisa di un iride venivano a rallegrare il domestico focolare.

Tonino dunque spiccò un salto quando suo padre leggermente commosso, comicamente grave, stabilì che nel primo giorno di giugno Paolina sarebbe la signora Zaeli. Padre e figlio si baciarono teneramente.

Tonino aveva giurato di comporre un sonetto nella occasione del matrimonio, e andò tosto a chiudersi in camera; ma… non si nasce mica un Petrarca! pensò; e modificando l'idea si decise per l'Ode. Poi… caspita! non si nasce mica facilmente un Parini, un Giusti o un Leopardi! son genii quelli. Un Tonino Grim*** non aveva già pronte le ali, e a mente fredda, ripensandoci su, trovava molto più adatto per lui uno Stornello. Avrebbe fatto uno stornello spirante odore di primavera, irraggiato da uno stuolo di auguri, di carezze, di gemme, di fiori.—Fior di rosa—cominciava:

Fiore di rosa
Che sbucci all'alba perchè…
Perchè Paolina si sposa!

—No. Fior di speranza… no. Non voglio fiori allegorici, voglio fiori veri, conosciuti, fiori di giardino. Fiore d'arancio… e poi? Fior di verbena; benissimo:

Fior di verbena che…

A cavalcioni di una seggiola si batteva la fronte e pestava i piedi.—Verbena mi piace perchè fa rima con serena, che è la fronte di Paolina… E poi, Dio buono! e poi?…

Le Muse assolutamente non presiedevano ai futuri destini del figliuolo dell'ottimo dottor Grim***.